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venerdì 11 ottobre 2019

UFO: dall'osservazione meccanica al fattore umano

Cosa ci induce a pensare che tutti gli Ufo avvistati siano velivoli di natura extraterrestre dotati di equipaggio? Avrebbe molto più senso monitorare il nostro pianeta attraverso delle semplici sonde, attuando una fase preparatoria e di analisi dei rischi che, in seguito, agevolerebbe l’arrivo di velivoli con relativo pilota. Per quanto l’ipotesi possa apparire fantastica, noi faremmo di certo la stessa cosa e nulla ci porta ad escludere che, almeno in molti dei casi analizzati, gli Ufo protagonisti di molti avvistamenti, siano in realtà delle sonde o dei droni. Qualora i risultati ottenuti durante la fase di osservazione fornissero un margine sufficiente di interesse e di sicurezza, non sarebbe poi così difficile sostituire alle macchine unità senzienti, veri e propri equipaggi che iniziano a prendere familiarità con l’oggetto principale del loro interesse, in questo caso il nostro pianeta. Questi presupposti implicherebbero lo studio dei mezzi di trasporto e di comunicazione usati dagli abitanti del pianeta, oltre al progetto di una loro possibile replica, se non addirittura una loro fattibile evoluzione. Gli Ufo si sono mai prodigati in tal senso? Proviamo a ricercare nella letteratura ufologica. La casistica sembra abbastanza vasta; treni, navi, aerei, e le stesse automobili, sono state da sempre “osservate” e “studiate” dai nostri misteriosi visitatori, sono state inseguite e sorvolate, prese di mira, e non soltanto in tempi recenti. Le prime testimonianze di esseri dalla vaga forma umana (probabilmente gli equipaggi in sostituzione dei droni), risalgono già al lontano 1897; fu proprio in quel periodo che Ufo posati al suolo, con figure umanoidi che si aggiravano intorno al velivolo, furono segnalati negli USA; avvistamenti simili avvennero in seguito in Australia (1951) e pochi anni dopo in Germania, per poi diventare quasi un motivo costante in molti altri paesi. Un caso abbastanza particolare risale al 1954 ed ha come protagonista un veterinario francese, il dottor Henri Robert. Trovandosi a percorrere la nazionale 314, vide improvvisamente apparire in cielo quattro velivoli brillanti di forma circolare intenti a compiere evoluzioni l’uno sull’altro, a circa trecento metri di altezza. Fece appena in tempo a concentrare meglio lo sguardo quando, improvvisamente, uno dei tre dischi iniziò a scendere a zig zag fin quasi a sfiorare il suolo, dirigendosi proprio contro l’auto del dottore. Mancavano appena cinquanta metri alla collisione quando l’auto, misteriosamente, si fermò da sola, i fari si spensero e cessò ogni tipo di attività elettrica; l’uomo rimase come paralizzato ma riuscì comunque a seguire le manovre di un piccolo essere che sembrava armeggiare nervosamente intorno all’oggetto ancora luccicante. Passarono pochi minuti, la luce del misterioso velivolo iniziò sempre più ad affievolirsi, fino a sparire del tutto; quando i fari dell’auto si riaccesero il testimone riuscì a vedere l’Ufo che, silenziosamente, si allontanava prendendo rapidamente quota. Anche se i nostri misteriosi visitatori sembrano particolarmente interessati alle nostre auto e ai nostri aerei, in alcuni casi non hanno disdegnato di “osservare” anche uno dei nostri più diffusi sistemi di trasporto: il treno. Novembre 1955: un treno si muove a circa centocinquanta chilometri da Las Vegas, tra i passeggeri a bordo anche il noto astronomo Frank Halstead, per ben quindici anni direttore dell’osservatorio Darling a Duluth (Minnesotha), al quale dobbiamo questa testimonianza. Il treno avanzava parallelamente a una catena di montagne, quando, sporgendosi dal finestrino, sia Halstead, che numerosi altri testimoni, osservarono un misterioso velivolo che andava nello stesso senso del convoglio ferroviario. L’oggetto si trovava proprio sopra le montagne, aveva la forma di un grande sigaro allungato ed era lungo circa duecentocinquanta metri, dato che venne desunto prendendo come paragone gli alberi sulla montagna.
Lo strano velivolo, improvvisamente, sembrò quasi “accordarsi” con la velocità del treno e dopo circa cinque minuti venne raggiunto da un altro oggetto, questa volta di forma discoidale e molto più brillante, di circa trenta metri di diametro. Quest’ultimo era piatto e presentava quella che sembrava essere una sorta di cupola posta proprio alla sommità. Entrambi proseguirono alla stessa velocità del treno per circa tre minuti, quindi si alzarono improvvisamente e sparirono in una manciata di secondi. La stessa sorte è toccata alla Landovery Castle, una nave che la sera del 30 giugno 1947 costeggiava le coste del Kenia; a bordo si trovavano dodici persone tra le quali il capitano, e tutte insieme osservavano con stupore un enorme oggetto scuro in fase di avvicinamento. Dalle notizie trascritte sul giornale di bordo, apprendiamo che il misterioso velivolo rimase sospeso a circa trenta metri sopra il mare. Improvvisamente l’oggetto accese un faro, era di un bianco accecante, e proprio sfruttando il suo riflesso gli uomini a bordo riuscirono a distinguere qualcosa di molto simile ad un enorme dirigibile, lungo almeno il doppio della nave, ovvero circa trecento metri. Sembrava composto da un materiale che rifletteva la luce rinviata dal mare; l’oggetto avanzò verso la nave per qualche minuto, quindi spense il faro e si alzò in volo senza produrre alcun rumore, sparendo nella notte. Questo atteggiamento di “studio” e osservazione rimane costante nel tempo, ed è facilmente riscontrabile in quasi tutta la casistica ufologica ad oggi registrata. Spesso accade che gli Ufo lascino tracce della loro presenza, un esempio è quanto accaduto nel 1964 nello stato della Georgia. Il 29 giugno del 1964, B. E. Parham si trovava alla guida della sua auto lungo la strada numero 59 quando uno strano compagno di viaggio iniziò a seguirlo; questo strano incontro durò per ben tre chilometri. L’oggetto in questione somigliava ad una sorta di “tetto rovesciato” con una pendenza di circa due metri di lunghezza, spinto da vistose fiamme e con lo stesso movimento di una enorme trottola. L’Ufo sembrava costantemente seguire il veicolo, si alzava, si spostava velocemente, si poneva al suo fianco per poi rialzarsi improvvisamente; in pochi secondi scese sull’auto provocando un calore soffocante e un forte odore di acido formico. Non appena l’oggetto sfiorò il tetto dell’auto il motore si spense, e l’Ufo virò bruscamente alzandosi a velocità incredibile. Giunto all’aeroporto di Spartanburg (Carolina del sud), Parham fece esaminare l’auto, e sul tettuccio, vistosamente rovinato, venne trovato un prodotto vischioso che non si riuscì mai a classificare. Coincidenze?!

mercoledì 13 novembre 2013

USA: gli Ufo/Elicotteri

Tutti coloro che si occupano, o che comunque amano leggere e informarsi in merito alla questione Ufo, ricorderanno di certo i misteriosi elicotteri che molti testimoni dichiarano di aver notato in concomitanza e nelle stesse aree di avvistamento. In alcuni casi gli elicotteri sono stati avvistati prima degli Ufo, in altri subito dopo, in altri ancora nello stesso momento; non meno interessanti sono poi i “famigerati” elicotteri neri avvistati nei casi descritti di Cattle Mutilation o Bovine Excision. Molte le ipotesi in merito, alcune addirittura abbastanza inquietanti, ad esempio quella derivante da alcune testimonianze che parlano di occupanti dagli occhi a mandorla, dalla pelle color olivastro, oppure quelle che le associano agli ancora più misteriosi MIB. Quello che comunque risulta più interessante è proprio il tipo di velivolo avvistato, la sua provenienza, ed il fatto che molto spesso la sua apparizione presenta connotazioni visive tipiche di un avvistamento Ufo. Il ricercatore texano Tom Adams si è spesso occupato di questo argomento, elencando tutta una serie di supposizioni tese ad approfondire un ipotetico collegamento tra elicotteri, Ufo e mutilazioni: Gli elicotteri sono in realtà degli Ufo dotati di una tecnologia che li fa apparire come velivoli terrestri Gli elicotteri appartengono alle forze militari americane e sono direttamente coinvolti nei casi di Mutilazioni Gli elicotteri appartengono alle forze militari americane, ma non sono coinvolti bensì conducono una attività investigativa in merito alle Mutilazioni Gli elicotteri appartengono al Governo, sono a conoscenza delle motivazioni che portano ai casi di Cattle Mutilation ma, per qualche ragione, tentano di distogliere l’attenzione dei ricercatori, forse per evitare che si porti avanti la tesi di un possibile coinvolgimento dei militari A questo punto, lasciando al lettore ogni commento in merito alle affermazioni appena esposte, cerchiamo di capire cosa siano e come si presentino questi misteriosi velivoli. Si tratta normalmente di elicotteri appartenenti alla divisione DELTA/NRO, con un equipaggio composto da sette agenti, che si muovono supportati da due RPV (Remote Piloted Vehicle) di circa tre metri di diametro. Gli RPV in questione (vedi foto), molto spesso scambiati per Ufo, sono prodotti in California dalla Aerojet Electro Systems, e vengono usati come dispositivi di sorveglianza; il cuore del loro sistema si chiama AROD (Airborne Remotely Operated Device).
Altro modello spesso utilizzato è HALE (High-Altitude Long-Endurance Drone), progettato per raggiungere altitudini molto elevate e alimentato da un sistema a microonde installato sull’elicottero madre.
Il velivolo che più ci interessa è invece proprio l’elicottero, e non uno qualunque, bensì il modello XH-75D, prodotto dalla Teledyne Ryan Aeronautical, e conosciuto anche come XH SHARK. Il perché di questo interesse è di certo ben documentato dalle foto allegate in basso, mi limiterò quindi ad una breve e concisa spiegazione. Tralasciando le varie informazioni tecniche sul suo equipaggiamento, la caratteristica più interessante è sicuramente la presenza a bordo del GEP (Gravitational Electromagnetic Projector), ovvero uno strumento capace di fornire all’elicottero un campo di forza fotonico capace di estendersi per 360 gradi con un raggio di circa 50 metri. Quando questo campo di forza viene attivato, l’elicottero si trasforma in un vero e proprio Ufo, privo di inerzia e di effetti di accelerazione, usufruendo allo stesso tempo di una protezione contro eventuali attacchi pari a circa l’82%. Tutto questo spiega la questione Ufo? Fornisce una risposta alle Cattle Mutilation? Sicuramente no, ma definisce uno scenario del quale ogni ricercatore o appassionato dovrebbe essere a conoscenza…molto spesso bisogna prima indagare il noto per riuscire a svelare l’ignoto.

sabato 26 novembre 2011

Christian Macè: il mistero degli Ufo -Le mystère des ovnis



Il canale televisivo francese Fr3 Rhone-Alpes, Alpes et Auvergne” ha proposto a Christian Macè di visionare in anteprima il film documentario di Christian Sulleman “Il mistero degli Ufo”.

La chaîne de télévision française Fr3 Rhone-Alpes Alpes et Auvergne, proposé de Christian Macè pour voir un aperçu du film documentaire de Christian Sulleman « le mystère des ovnis ».

Si tratta di un importante riconoscimento per l’ufologo francese da ieri collaboratore e partner del portale UfoSigns e della rivista SIGNS Magazine. Il film verrà trasmesso mercoledì 7 dicembre 2011 alle 23,50 sul canale francese.
Questo l’indirizzo internet dell’emittente televisiva sulla quale si avrà l’opportunità di vederlo in replica.

C'est une reconnaissance importante pour ufologue français depuis hier et collaborateur partenaires du Portail UfoSigns et le SIGNS. Le film sera diffusé mercredi 7 décembre 2011 à 23,50 sur le canal français. Adresse internet du diffuseur sur laquelle vous aurez l'occasion de le voir à la réplication.
http://rhone-alpes.france3.fr/
Il blog di Christian Macè
http://ovniparanormal.over-blog.com/


Version originale

Grand Merci à la chaîne de télévision publique en France "FR3 Rhône-Alpes, Alpes et Auvergne" qui vient de me proposer une invitation en avant-première pour voir ce documentaire sur les ovnis. Il s'agit d'un film de Christian Sulleman intitulé "Le mystère des ovnis". Ce film sera diffusé à "FR3 Rhône-Alpes" le mercredi soir 07 décembre 2011, à 23 H 50. Il y aura certainement la possibilité de le voir en rediffusion sur la chaîne de télévision en vidéo.

domenica 23 ottobre 2011

Alieni nella foresta Amazzonica? Una burla artigianale.


Mi ero ritrovato alcuni mesi fa a commentare il famoso video del Grigio proveniente da Zeta Reticuli, una indagine che ho trovato di certo stimolante, anche se ancora oggi rimango dell’idea che si tratti di un ottimo falso; fu proprio la qualità della realizzazione che rese quel filmato uno dei più seguiti e votati sul canale Youtube, non certo la provenienza (Allnewsweb e Michael Cohen), fin troppo spesso sinonimi di video e notizie più o meno chiaramente artefatte.
Fatta questa premessa non mi sarei mai aspettato che l’ultima video news inserita da Cohen superasse addirittura in termini di visite il suo inquietante Grigio, ma probabilmente anche il mondo degli Ufo sta pian piano cambiando, o comunque la vasta platea che lo segue.
Il video in questione, che soltanto con una spiccata e cieca fantasia può essere paragonato a quello riguardante l’alieno di Zeta Reticuli, è una evidente e imbarazzante presa in giro per chiunque si occupi seriamente di Ufologia.
Il filmato in questione, che si fregia tra l’altro del logo The Sun, da molti scambiato per una prova di autenticità ma in realtà soltanto lo sponsor dell’omonimo sito che, non a caso, riporta lo stesso video nella sezione Viral Video’s, è palesemente un falso girato e montato in maniera abbastanza rozza e senza alcun rispetto per la logica.
Inutile far notare quanto sia improbabile e assolutamente improponibile la figura del pupazzetto alieno, oppure quanto sia fuori da ogni schema il comportamento dei ragazzi i quali, pur avvertiti dal cameraman, si girano disordinatamente in cerca del pupazzo senza tradire alcun segno di emozione, alcun istinto, per poi rivolgersi nuovamente in favore di camera come se nulla fosse accaduto.
Una realizzazione di certo peggiore anche dello stesso filmato che dichiarava essere la prova del ritrovamento del corpo di un alieno congelato in Russia, filmato che guarda caso era stato messo in Rete sempre dallo stesso Cohen e da Allnewsweb.
Per quanto la notizia offra ben pochi spazi ai commenti, che rischierebbero anzi di dare importanza ad una tale oscenità mediatica, ritengo però ci sia lo spazio per una riflessione ben più profonda e urgente: cosa sta accadendo nel mondo dell’Ufologia? Viviamo momenti altamente drammatici, caratterizzati da personaggi in cerca di affermazione personale e di ritorno in termini economici che certo non fanno bene al mondo della seria e ponderata ricerca. Di Michael Cohen ne esistono in tutto il mondo, Italia compresa, ma andando oltre la semplice apparenza, il fatto più grave è l’ampio seguito che tali personaggi riescono a canalizzare; potremmo osservare e dibattere questo tema sotto vari profili e questo sarà di certo un argomento che svilupperò in uno dei prossimi numero di SIGNS Magazine.
L'unica cosa certa è che si sta contribuendo ad "istruire" il pubblico in Rete fornendo messaggi, foto, video e considerazioni troppo spesso al limite della credibilità, complice una insana tendenza a prendere sul serio qualunque cosa riesca in qualche modo a stimolare la fantasia. Su questa scia si muove Cohen e tutti coloro che seguono il "sensazionalismo ufologico", inondando il web di notizie al limite dell'assurdo, non ultimo il filmato di quel povero maialino nato con una evidente e impressionante deformazione e subito additato come alieno.
Una sola riflessione per adesso: il discredito, il Cover Up e macchina della disinformazione sono tutte tecniche che si nutrono anche di situazioni come quelle generate da questo video, disegnando uno scenario assurdo dell’Ufologia e di tutta l’ipotesi extraterrestre in generale, tanto da rendere alla fine ridicoli anche coloro che su questi argomenti spendono gran parte della loro vita in cerca di una seria risposta. Purtroppo questo genere di situazioni sta fornendo le armi migliori a coloro che vorrebbero relegare l’Ufologia a mero fenomeno da baraccone e, complice la cattiva informazione, un numero sempre più vasto di persone è disposto a credere a simili sciocchezze piuttosto che ad una nuova visione della realtà globale che includa la sinergia con intelligenze extraterrestri. Questo è il problema più urgente da affrontare e almeno questa volta in sinergia tra noi.

Credit foto: http://www.dailymail.co.uk

lunedì 12 settembre 2011

Ufologia: cose da sapere e cose sulle quali riflettere


Il 24 giugno 1947, Kenneth Arnold, un pilota privato, era alla guida di un CallAir A 2 (monomotore triposto), con il compito di ritrovare un velivolo militare disperso; durante la sua ricognizione si portò vicino al Monte Rainier, e fu proprio quella manovra aerea che diede inizio all’ufologia moderna.
Arnold avvistò infatti degli oggetti che descrisse come luci intermittenti, quasi riflettessero i raggi del sole, dall’andamento irregolare e dalla velocità estremamente elevata.
La storia raccontata dal pilota venne diffusa in seguito dall’Associated Press e ben presto contribuì a diffondere in maniera determinante l’interesse per gli Ufo.
Cosa vide esattamente Arnold? Quale fu il suo ruolo in seno alla moderna ufologia?
Per rispondere in maniera corretta al primo quesito è necessario ripercorrere esattamente tutta la vicenda del famoso avvistamento, una vicenda che viene quasi sempre presentata a metà, soffermandosi soltanto sulle prime dichiarazioni del pilota.
Subito dopo aver osservato le misteriose luci, Arnold atterrò a Yakima (stato di Washington), e si premurò di fare rapporto presso gli uffici amministrativi dell’Aeronautica Civile; se la vicenda si fosse conclusa in questo modo e se Arnold, sulla via del ritorno, non avesse deciso di effettuare una breve sosta, forse la data del 24 giugno sarebbe soltanto uno dei tanti, vecchi ricordi, di avvistamenti Ufo, ma le cose andarono diversamente.
Rilasciata la sua testimonianza, Arnold si diresse verso casa, ma decise di fermarsi per fare rifornimento nella cittadina di Pendleton (Contea di Umatilla, Oregon); durante la sosta iniziò a parlare della sua avventura e pian piano si creò un piccolo gruppo di curiosi, tra i quali anche dei giornalisti; l’era della moderna ufologia era appena iniziata.
Da rilevare che la descrizione fatta da Arnold risulta leggermente diversa da quella riportata in seguito dalla stampa; il pilota parlò di luci dal moto irregolare e molto simile a quello di un piattino lanciato sull’acqua (da questo il termine “Flying Saucers”), non parlò invece di forme discoidali, tanto che spesse volte ribadì il fatto di essere stato frainteso visto che la sua descrizione riguardava il movimento degli oggetti e non la loro forma o il loro aspetto.
Riguardo a quest’ultimo punto, lo stesso Arnold disegnò per l’Intelligence uno schizzo che riproduceva gli oggetti avvistati, consegnandolo all’AAF (Army Air Forces) il 12 luglio 1947.
A ben osservare il disegno la forma non è esattamente quella di un disco; le luci vennero descritte come oggetti sottili e piani, con un arrotondamento nella parte anteriore e tagliati in quella posteriore, terminanti con due punte; per capire meglio riportiamo le dichiarazioni che Arnold rilasciò in una intervista radio effettuata due giorni dopo l’avvistamento: “…era qualcosa simile a un piatto da torta tagliato a metà, con quello che sembrava un triangolo convesso nella parte posteriore…avevano la forma di piattini, così sottili che a mala pena riuscivo a vederli…”.
Questa intervista, il giorno dopo, venne così riportata in un articolo apparso sul Portland Oregon Journal: “Avevano l’aspetto di mezzelune, ovali davanti e convesse dietro…sembravano dei grandi dischi piatti”.
Fatta questa breve premessa, possiamo adesso rispondere al secondo quesito, e lo faremo molto sinteticamente, usando proprio le conclusioni che si possono trarre dalla vicenda appena narrata.
Arnold avvistò qualcosa che da tempo era stata ripetutamente osservata nei cieli, qualcosa che aveva assunto nel tempo nomi diversi ma di certo uniformi alla cultura e al periodo storico, che era stata spiegata in maniere altrettanto diverse ma pur sempre compatibili con la conoscenza acquisita dall’osservatore.
In pratica Arnorld fu testimone di uno dei tanti avvistamenti che già venivano commentati nell’Antico Egitto, negli annali dell’Impero Romano, nel Medioevo, nel Rinascimento, ma con tutta una serie di coincidenze che ne determinarono il successo.
Il pilota si trovò in pratica al posto giusto, nel momento giusto e, soprattutto, nel contesto storico giusto, nel quale la cultura dei “Dischi Volanti” esisteva già, sia pure alimentata dalla letteratura di fantascienza e da riviste quali “Amazing Stories”; gli americani conoscevano già questi strani velivoli, ai quali associavano una provenienza extraterrestre e che ritenevano pilotati da creature aliene.
Quando l’avvistamento di Arnold fece il giro del mondo lanciato dalle agenzie di stampa, non fece che confermare quanto già si supponeva, e quelle storie che fino a pochi giorni prima erano ancora confinate nel mondo del fantastico e dell’irreale divennero improvvisamente possibili, accessibili, a portata di mano.
Ad alimentare ancora di più l’interesse per la moderna ufologia contribuirono poi le decisioni prese dai militari e dal governo; quando infatti si tentò in tutti i modi di minimizzare l’accaduto, quando nuove testimonianze, anche più vecchie rispetto a quella di Arnold, iniziarono a invadere i giornali (i fatti del Monte Rainier e la loro divulgazione servirono anche ad incoraggiare altri testimoni che per paura del ridicolo erano rimasti in silenzio), la gente iniziò a porsi domande, a nutrire dubbi e legittimi sospetti: perché il Governo si ostinava a dire che non c’era nulla di vero? Perché si voleva e doveva a tutti i costi riportare ogni singolo avvistamento a semplice allucinazione o mancata individuazione di normalissimi velivoli militari, pianeti o stelle?
Forse perché il Governo era già a conoscenza di qualcosa e i fatti del giugno 1947 erano in qualche modo sfuggiti al vigili controllo di coloro che dovevano mantenere sotto silenzio l’intera questione?
In ogni caso rimane il fatto che la moderna Ufologia, fatta di ricerca, catalogazione, indagine, nasce proprio da questi avvenimenti; cosa è cambiato da allora?
Viene in mente un vecchio adagio popolare..”si stava meglio quando si stava peggio”…forse non è del tutto vero, forse lo è soltanto in parte, ma di certo nel mondo degli Ufo qualcosa è cambiato, e non sempre in meglio.
Jenny Randles, nel suo “The Little Giant Encyclopedia of Ufo’s” così definisce lo scenario ufologico italiano: “…Ufologi in guerra…”…forse anche questo non sarà del tutto vero, di certo lo è almeno in parte, ma cosa accade se proviamo a tastare il polso a questo presunto ammalato?
La maggior parte del materiale disponibile in rete risulta essere una colossale collezione di falsi, storie inventate, prove falsificate, e quel che è peggio sembra proprio che siano queste le notizie più lette e ricercate dagli utenti.
Gli ambienti ufologici, spesso, diventano veri e propri business incentrati sul guadagno e sulla strenua difesa dell’immagine; in tal senso nulla viene risparmiato purché statisticamente porti nuovi ingressi sui siti e faccia fare il tutto esaurito ai congressi. Nasce così l’ufologia mistica, quella che attinge a piene mani nelle religioni, quella catastrofica, quella che addirittura riesce a creare un nuovo Pantheon divino nel quale alieni, dei, santi, personaggi mitologici e varie divinità convivono allegramente pur di soddisfare il bisogno di ciascun utente.
Il risultato è visibile a tutti: un’attività ufo enormemente ingigantita, improbabili avvistamenti che invadono i notiziari web, centinaia di video altrettanto improbabili, una diffusa mania ad affiancare i termini Alieni e Oggetti Volanti non Identificati a qualsiasi cosa sia al momento inspiegabile (due esempi illuminanti: il maialino, vittima di una malformazione genetica, spacciato per creatura nata da “interferenze” aliene e la malsana abitudine di etichettare sotto il termine UFO qualunque cosa venga avvistata nel cielo e che al momento non sia adeguatamente supportata da una logica spiegazione).
In questo scenario trova poi posto il proliferare della tecnologia, che invece di supportare lo studio del fenomeno, è molto spesso complice ideale della maggior parte dei falsi che circolano in rete.
Tutto questo, ovviamente, nulla toglie al fatto che esista ancora una parte sana dell’ufologia, composta da personaggi forse non eccessivamente noti, che magari non appaiono in televisione e non parlano alla radio, ma che in questo loro eroico silenzio (spesso non volontario ma scaturito dalla mancanza di spazi veramente liberi e indipendenti) continuano una ricerca sana e libera da dogmi e convenzioni, forti della loro intima convinzione in merito all’ipotesi extraterrestre.
Bisognerebbe prendere atto del fatto che, molto spesso, i veri artefici della denigrazione del fenomeno Ufo sono proprio coloro che dicono di occuparsene ma che preferiscono un’Ufologia “commerciale” ad una ricerca più riservata e attenta; risulterebbe utile ricordare, di tanto in tanto, che l’ipotesi extraterrestre è una questione di importanza globale, che proprio per la sua particolare natura non segue gli andamenti di mercato e le mode.
Seguendo l’attuale percorso, se un giorno avverrà il fatidico incontro, se il muro del silenzio crollerà di fronte ad una evidenza aliena ormai incontrollabile, non dovremo soltanto confrontarci con qualcosa di assolutamente diverso e fuori dagli schemi delle attuali conoscenze, dovremo fare anche i conti con noi stessi.

mercoledì 24 agosto 2011

Irlanda: Ufo e leggendarie apparizioni


L’Irlanda può vantare di certo tradizioni antichissime, associate in gran parte alle storie del “Piccolo Popolo”, oltre che a miti e leggende che hanno spesso acceso la fantasia di scrittori e cineasti.
In questo scenario non manca certo la tematica ufologica, anche se la comunità di ufologi irlandesi ha avuto una crescita molto più lenta rispetto ai loro colleghi di altre realtà geografiche.
Caratteristica principale della ricerca è sicuramente una malcelata idea di sinergia tra fenomeni ufo, paranormale e misteri leggendari, anche se alcuni casi sembrano rispecchiare i parametri classici di un avvistamento di chiara matrice ufologica.
Una delle notizie più antiche si registra nel 1211, da fonte incerta, e riguarda un oggetto volante simile ad una nave che tentò un atterraggio fortuito nei pressi di una chiesa durante la funzione religiosa; altro misterioso incontro con oggetti non identificati è quello avvenuto nel 1924, nel territorio di County Wexford.
Due ragazzi che si trovavano in una strada di campagna avvistarono una forte luce di colore verde, simile ai fari di una macchina, che sembrava librarsi a mezz’aria dirigendosi verso di loro.
Compiuto un improvviso movimento, la luce sembrò scavalcare la staccionata di legno e si alzò velocemente in alto, dirigendosi verso una vicina stazione ferroviaria.
Proprio un caso molto simile a quello appena descritto è stato addirittura oggetto di indagine da parte dei militari; l’incidente accadde in territorio gallese ma i dati in nostro possesso sono davvero scarsi per via di una strana reticenza da parte del Governo Inglese di fornire ulteriori dettagli quando sono coinvolti testimoni appartenenti a questa area geografica.
Un evento particolarmente significativo è comunque quello accaduto il 31 marzo del 1993, con protagonisti sei membri dell’equipaggio di un elicottero dell’Air Corps in volo a circa 1500 metri di quota tra Baldonell e County Donegal.
Mentre si trovavano sul territorio di Mullingar, attraverso l’uso di speciali visori notturni, i piloti osservarono per alcuni minuti un grande oggetto sconosciuto munito di luci, che si lasciava dietro una sottile nuvola di gas.
Questo avvistamento è stato spesso riferito ad una parte del relitto del satellite Cosmos, che proprio quella notte era in rientro nell’atmosfera terrestre; nonostante ciò, la stazione di rilevamento del NORAD ha escluso questa ipotesi.
Con un numero di casi che oscilla tra i 30 e i 50 annuali, l’Irlanda sembra comunque mantenere un atteggiamento molto riservato rispetto alla questione ufologica, e non sempre si riesce facilmente ad ottenere informazioni da parte degli enti governativi.
Non si registrano particolari ondate di avvistamenti, mentre quasi tutti i resoconti portano alla conclusione che esista una forte propensione verso i corsi d’acqua e le zone rurali; tali scenari, molto cari anche alle leggende irlandesi e alle innumerevoli storie che descrivono la presenza di fate, folletti e altre creature appartenenti al Piccolo Popolo, spingono gli ufologi a rimanere fermi nella loro ipotesi di una forte connessione esotica legata a misteriose forme di vita di origine terrestre.
Fonte: Jenny Randles: Tle little giants encyclopedia of Ufo’s
Credit foto: http://www.se51.net

martedì 23 agosto 2011

Valdez, Dulce e misteriose mutilazioni


Il mese di agosto 2011 sarà certo ricordato con velata tristezza nel mondo dell’ufologia; se infatti è notizia recente la scomparsa di Budd Hopkins, poco si è parlato di un’altra perdita, quella di Gabe Valdez, avvenuta il 6 agosto.
Valdez, agente di polizia di pattuglia nei pressi della famigerata base di Dulce, New Messico, ebbe affidato a partire dal 1970 il delicato incarico di investigare sui misteriosi casi di mutilazione di bestiame (Cattle Mutilations).
La zona in questione era stata scenario di molti casi di animali trovati mutilati, quasi del tutto o completamente dissanguati, con gli organi che apparivano accuratamente rimossi e tagli così precisi che si pensò fossero stati effettuati con un laser.
Dopo anni di ricerca Valdez concluse che il responsabile di questi misteriosi casi era un ente governativo clandestino e che lo scopo era quello di condurre dei particolari esperimenti, i quali venivano portati avanti in basi segrete sotterranee localizzate proprio nell’area di Dulce.
Il primo caso pubblicizzato fu quello avvenuto nel 1967 a sole 100 miglia dalla base; riguardava un cavallo appaloosa che presentava le caratteristiche appena elencate; completo dissanguamento, mancanza di sangue tutto intorno, lacerazioni nette, pulite e cauterizzate, che un patologo di Denver ipotizzò fossero state effettuate con un bisturi laser.
Nessuna spiegazione soddisfacente venne mai portata, e da allora centinaia di mutilazioni si susseguirono, senza sosta e senza spiegazione.
In una delle ultime interviste rilasciate ad Alejandro Rojas, Valdez affermò nuovamente di non aver mai creduto nella teoria extraterrestre rispetto ai fatti accaduti, ma di aver invece spesso rinvenuto nei luoghi delle mutilazioni o attorno alle carcasse degli animali sia maschere antigas che altri indizi riconducibili a una presenza militare.
Gli avvistamenti Ufo segnalati, sempre secondo Valdez, riguarderebbero in realtà mezzi militari non convenzionali, e la stessa ipotesi extraterrestre sarebbe stata supportata per sviare e confondere le indagini.
Per quanto riguarda l'identità e le motivazioni di questo gruppo segreto militare, Valdez si è sempre rifiutato di rispondere, trattandosi a suo dire di argomenti troppo “sensibili”.
In ogni caso non si tratta dell’unica voce che si è levata a difesa di questa teoria, anche se in questo caso l’ipotesi extraterrestre non viene scartata.
Una voce che da tempo circola costantemente nei vari centri ufologici parla infatti proprio di una struttura militare segreta formata da militari e alieni che farebbe capo proprio alla base di Dulce.
I primi a portare avanti questa teoria, tra l’altro amici proprio di Valdez, furono Paul Bennewitz e Richard Doty.
Bennewitz, proprietario di una società di tecnologia appena fuori dalla base di Kirkland, ad Albuquerque, New Mexico, segnalò nel 1980 l’avvistamento di strane luci che si muovevano sopra la struttura militare e la ricezione di segnali che presumeva fossero di origine extraterrestre.
Per tutta risposta l’Air Force incaricò l’ufficiale dell’Intelligence Richard Doty di creare situazioni e prove false per incoraggiare le idee di Bennewitz.
Valdez ha sempre dichiarato che Doty fu costretto a mentire, altri pensano che invece tutto questo avvenne per un suo puro divertimento; in ogni caso i tre rimasero amici, tanto che lo stesso Valdez procurò un lavoro a Doty quando questo andò via dai servizi.
Difficile stabilire la verità, forse, come nel miglior romanzo giallo, la risposta è al centro della questione mentre tutti inutilmente la cercano da parte o dall’altra.
Una settimana prima che Valdez morisse nel sonno, rilasciando la sua ultima intervista, era sereno, gentile e con un velato senso dell’umorismo; comunque siano andate le cose e qualunque cosa si nasconda a Dulce, una vita che si spegne merita in ogni caso almeno un attimo di pacifico e neutrale silenzio.


Fonte: Alejandro Rojas
Credit foto: OpenMinds.tv