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lunedì 28 ottobre 2019
Conferenza 2020 Mazzucco/Zanfretta
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venerdì 11 ottobre 2019
UFO: dall'osservazione meccanica al fattore umano
Cosa ci induce a pensare che tutti gli Ufo avvistati siano velivoli di natura extraterrestre dotati di equipaggio?
Avrebbe molto più senso monitorare il nostro pianeta attraverso delle semplici sonde, attuando una fase preparatoria e di analisi dei rischi che, in seguito, agevolerebbe l’arrivo di velivoli con relativo pilota.
Per quanto l’ipotesi possa apparire fantastica, noi faremmo di certo la stessa cosa e nulla ci porta ad escludere che, almeno in molti dei casi analizzati, gli Ufo protagonisti di molti avvistamenti, siano in realtà delle sonde o dei droni.
Qualora i risultati ottenuti durante la fase di osservazione fornissero un margine sufficiente di interesse e di sicurezza, non sarebbe poi così difficile sostituire alle macchine unità senzienti, veri e propri equipaggi che iniziano a prendere familiarità con l’oggetto principale del loro interesse, in questo caso il nostro pianeta.
Questi presupposti implicherebbero lo studio dei mezzi di trasporto e di comunicazione usati dagli abitanti del pianeta, oltre al progetto di una loro possibile replica, se non addirittura una loro fattibile evoluzione.
Gli Ufo si sono mai prodigati in tal senso?
Proviamo a ricercare nella letteratura ufologica.
La casistica sembra abbastanza vasta; treni, navi, aerei, e le stesse automobili, sono state da sempre “osservate” e “studiate” dai nostri misteriosi visitatori, sono state inseguite e sorvolate, prese di mira, e non soltanto in tempi recenti.
Le prime testimonianze di esseri dalla vaga forma umana (probabilmente gli equipaggi in sostituzione dei droni), risalgono già al lontano 1897; fu proprio in quel periodo che Ufo posati al suolo, con figure umanoidi che si aggiravano intorno al velivolo, furono segnalati negli USA; avvistamenti simili avvennero in seguito in Australia (1951) e pochi anni dopo in Germania, per poi diventare quasi un motivo costante in molti altri paesi.
Un caso abbastanza particolare risale al 1954 ed ha come protagonista un veterinario francese, il dottor Henri Robert. Trovandosi a percorrere la nazionale 314, vide improvvisamente apparire in cielo quattro velivoli brillanti di forma circolare intenti a compiere evoluzioni l’uno sull’altro, a circa trecento metri di altezza.
Fece appena in tempo a concentrare meglio lo sguardo quando, improvvisamente, uno dei tre dischi iniziò a scendere a zig zag fin quasi a sfiorare il suolo, dirigendosi proprio contro l’auto del dottore.
Mancavano appena cinquanta metri alla collisione quando l’auto, misteriosamente, si fermò da sola, i fari si spensero e cessò ogni tipo di attività elettrica; l’uomo rimase come paralizzato ma riuscì comunque a seguire le manovre di un piccolo essere che sembrava armeggiare nervosamente intorno all’oggetto ancora luccicante.
Passarono pochi minuti, la luce del misterioso velivolo iniziò sempre più ad affievolirsi, fino a sparire del tutto; quando i fari dell’auto si riaccesero il testimone riuscì a vedere l’Ufo che, silenziosamente, si allontanava prendendo rapidamente quota.
Anche se i nostri misteriosi visitatori sembrano particolarmente interessati alle nostre auto e ai nostri aerei, in alcuni casi non hanno disdegnato di “osservare” anche uno dei nostri più diffusi sistemi di trasporto: il treno.
Novembre 1955: un treno si muove a circa centocinquanta chilometri da Las Vegas, tra i passeggeri a bordo anche il noto astronomo Frank Halstead, per ben quindici anni direttore dell’osservatorio Darling a Duluth (Minnesotha), al quale dobbiamo questa testimonianza.
Il treno avanzava parallelamente a una catena di montagne, quando, sporgendosi dal finestrino, sia Halstead, che numerosi altri testimoni, osservarono un misterioso velivolo che andava nello stesso senso del convoglio ferroviario.
L’oggetto si trovava proprio sopra le montagne, aveva la forma di un grande sigaro allungato ed era lungo circa duecentocinquanta metri, dato che venne desunto prendendo come paragone gli alberi sulla montagna.
Lo strano velivolo, improvvisamente, sembrò quasi “accordarsi” con la velocità del treno e dopo circa cinque minuti venne raggiunto da un altro oggetto, questa volta di forma discoidale e molto più brillante, di circa trenta metri di diametro.
Quest’ultimo era piatto e presentava quella che sembrava essere una sorta di cupola posta proprio alla sommità.
Entrambi proseguirono alla stessa velocità del treno per circa tre minuti, quindi si alzarono improvvisamente e sparirono in una manciata di secondi.
La stessa sorte è toccata alla Landovery Castle, una nave che la sera del 30 giugno 1947 costeggiava le coste del Kenia; a bordo si trovavano dodici persone tra le quali il capitano, e tutte insieme osservavano con stupore un enorme oggetto scuro in fase di avvicinamento.
Dalle notizie trascritte sul giornale di bordo, apprendiamo che il misterioso velivolo rimase sospeso a circa trenta metri sopra il mare.
Improvvisamente l’oggetto accese un faro, era di un bianco accecante, e proprio sfruttando il suo riflesso gli uomini a bordo riuscirono a distinguere qualcosa di molto simile ad un enorme dirigibile, lungo almeno il doppio della nave, ovvero circa trecento metri.
Sembrava composto da un materiale che rifletteva la luce rinviata dal mare; l’oggetto avanzò verso la nave per qualche minuto, quindi spense il faro e si alzò in volo senza produrre alcun rumore, sparendo nella notte.
Questo atteggiamento di “studio” e osservazione rimane costante nel tempo, ed è facilmente riscontrabile in quasi tutta la casistica ufologica ad oggi registrata.
Spesso accade che gli Ufo lascino tracce della loro presenza, un esempio è quanto accaduto nel 1964 nello stato della Georgia.
Il 29 giugno del 1964, B. E. Parham si trovava alla guida della sua auto lungo la strada numero 59 quando uno strano compagno di viaggio iniziò a seguirlo; questo strano incontro durò per ben tre chilometri.
L’oggetto in questione somigliava ad una sorta di “tetto rovesciato” con una pendenza di circa due metri di lunghezza, spinto da vistose fiamme e con lo stesso movimento di una enorme trottola.
L’Ufo sembrava costantemente seguire il veicolo, si alzava, si spostava velocemente, si poneva al suo fianco per poi rialzarsi improvvisamente; in pochi secondi scese sull’auto provocando un calore soffocante e un forte odore di acido formico.
Non appena l’oggetto sfiorò il tetto dell’auto il motore si spense, e l’Ufo virò bruscamente alzandosi a velocità incredibile. Giunto all’aeroporto di Spartanburg (Carolina del sud), Parham fece esaminare l’auto, e sul tettuccio, vistosamente rovinato, venne trovato un prodotto vischioso che non si riuscì mai a classificare.
Coincidenze?!
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mercoledì 13 novembre 2013
USA: gli Ufo/Elicotteri
Tutti coloro che si occupano, o che comunque amano leggere e informarsi in merito alla questione Ufo, ricorderanno di certo i misteriosi elicotteri che molti testimoni dichiarano di aver notato in concomitanza e nelle stesse aree di avvistamento.
In alcuni casi gli elicotteri sono stati avvistati prima degli Ufo, in altri subito dopo, in altri ancora nello stesso momento; non meno interessanti sono poi i “famigerati” elicotteri neri avvistati nei casi descritti di Cattle Mutilation o Bovine Excision.
Molte le ipotesi in merito, alcune addirittura abbastanza inquietanti, ad esempio quella derivante da alcune testimonianze che parlano di occupanti dagli occhi a mandorla, dalla pelle color olivastro, oppure quelle che le associano agli ancora più misteriosi MIB.
Quello che comunque risulta più interessante è proprio il tipo di velivolo avvistato, la sua provenienza, ed il fatto che molto spesso la sua apparizione presenta connotazioni visive tipiche di un avvistamento Ufo.
Il ricercatore texano Tom Adams si è spesso occupato di questo argomento, elencando tutta una serie di supposizioni tese ad approfondire un ipotetico collegamento tra elicotteri, Ufo e mutilazioni:
Gli elicotteri sono in realtà degli Ufo dotati di una tecnologia che li fa apparire come velivoli terrestri
Gli elicotteri appartengono alle forze militari americane e sono direttamente coinvolti nei casi di Mutilazioni
Gli elicotteri appartengono alle forze militari americane, ma non sono coinvolti bensì conducono una attività investigativa in merito alle Mutilazioni
Gli elicotteri appartengono al Governo, sono a conoscenza delle motivazioni che portano ai casi di Cattle Mutilation ma, per qualche ragione, tentano di distogliere l’attenzione dei ricercatori, forse per evitare che si porti avanti la tesi di un possibile coinvolgimento dei militari
A questo punto, lasciando al lettore ogni commento in merito alle affermazioni appena esposte, cerchiamo di capire cosa siano e come si presentino questi misteriosi velivoli.
Si tratta normalmente di elicotteri appartenenti alla divisione DELTA/NRO, con un equipaggio composto da sette agenti, che si muovono supportati da due RPV (Remote Piloted Vehicle) di circa tre metri di diametro.
Gli RPV in questione (vedi foto), molto spesso scambiati per Ufo, sono prodotti in California dalla Aerojet Electro Systems, e vengono usati come dispositivi di sorveglianza; il cuore del loro sistema si chiama AROD (Airborne Remotely Operated Device).
Altro modello spesso utilizzato è HALE (High-Altitude Long-Endurance Drone), progettato per raggiungere altitudini molto elevate e alimentato da un sistema a microonde installato sull’elicottero madre.
Il velivolo che più ci interessa è invece proprio l’elicottero, e non uno qualunque, bensì il modello XH-75D, prodotto dalla Teledyne Ryan Aeronautical, e conosciuto anche come XH SHARK.
Il perché di questo interesse è di certo ben documentato dalle foto allegate in basso, mi limiterò quindi ad una breve e concisa spiegazione.
Tralasciando le varie informazioni tecniche sul suo equipaggiamento, la caratteristica più interessante è sicuramente la presenza a bordo del GEP (Gravitational Electromagnetic Projector), ovvero uno strumento capace di fornire all’elicottero un campo di forza fotonico capace di estendersi per 360 gradi con un raggio di circa 50 metri.
Quando questo campo di forza viene attivato, l’elicottero si trasforma in un vero e proprio Ufo, privo di inerzia e di effetti di accelerazione, usufruendo allo stesso tempo di una protezione contro eventuali attacchi pari a circa l’82%.
Tutto questo spiega la questione Ufo? Fornisce una risposta alle Cattle Mutilation? Sicuramente no, ma definisce uno scenario del quale ogni ricercatore o appassionato dovrebbe essere a conoscenza…molto spesso bisogna prima indagare il noto per riuscire a svelare l’ignoto.
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giovedì 28 febbraio 2013
Melodie "ufologiche"
L’Ufologia, il pensiero che altri mondi e altri esseri interagiscano con il nostro, al di là di una loro possibile valenza positive o negative, sono stati da sempre temi che hanno ispirato non soltanto prolifici scrittori e saggisti, ma anche artisti, poeti, pittori, non ultimi cantanti e musicisti.
Il rapporto tra il mistero e la musica è storia antica, una sinergia che non è certo passata inosservata, a partire già dai filosofi greci, ma anche andando molto più indietro nel tempo.
Come non pensare alle danze tribali vecchie di millenni, alle danze rituali che da sempre hanno accompagnato l’evoluzione dell’uomo e la sua maniera di confrontarsi con i misteri che lo circondano, siano essi terrestri che universali.
Queste tematiche, sulle quali si potrebbe scrivere quasi all’infinito, non hanno mai smesso di proiettare la loro ombra sul nostro cammino, e di certo lo studio e la divulgazione del fenomeno Ufo non poteva mancare nel mondo artistico.
L’arte, e di conseguenza l’artista, sono espressioni di una sensibilità che travalica spesso oltre il normale sentire, e questo scenario ben si addice a quella componente intima e universale che si muove dietro il semplice avvistamento o la fredda analisi di un filmato o un documento fotografico.
Lo stupore, quel senso di fragilità che ci coglie quando inizia ad affermarsi la certezza che non siamo soli nell’universo, la stessa paura che, a buona ragione, ci attanaglia quando ci rendiamo conto di come potremmo trovarci impreparati e vulnerabili di fronte ad una presenza ostile, sono tutti sentimenti che molti artisti, noti e meno noti, hanno fatto propri.
Una ricerca in tal senso, ovvero un approfondimento del binomio Ufo e Musica, porterebbe di certo a risultati davvero sorprendenti, nonché curiosi.
Di certo altri ricercatori, ben più preparati e inseriti in entrambi gli scenari, sapranno fare di meglio; mi limito quindi a fornire alcune indicazioni, a tratte anche curiose, nella speranza che il tema venga presto ripreso.
Una prima menzione meritano di certo nomi quali Elvis Presley, che più volte confesso di essere stato testimone di avvistamenti e di non ritenere peregrina l’ipotesi ufologica; altrettanto accadde a Mick Jagger dei Rolling Stones, così come a John Lennon.
A questi nomi, universalmente conosciuti, si aggiunge una lista nella quale figurano personaggi altrettanto noti insieme ad altri che hanno avuto carriere non sempre vissute nell’ambito di una vasta popolarità.
Ecco di seguito i nomi dei cantanti, dei gruppi e delle canzoni che, in maniera più o meno approfondita hanno affrontato il tema Ufo; ovviamente si tratta di una lista parziale.
David Bowie - Starman
Jon Hopkins - Contact Note
Squarepusher – Planetarium
Squarepusher - U.F.O.s Over Leytonstone
Orbital - Out There Somewhere?
The Flashbulb - Oakland U.F.O.
The Orb - Blue Room
The Orb - Close Encounters
The Orb – Majestic
Maus – Roswell
Cujo (Amon Tobin) - The Sighting
Loophead – Firefly
The Black Dog – Nommo
The Black Dog - Sharp Shooting On Saturn
Unkle - Celestial Annihilation
Nobody - Planets Ain't Aligned
Nobody - Inner Eye
Babylon zoo – Spaceman
The Kovenant – SETI
The Carpenters - (1970) - Calling Occupants of Interplanetary Craft.
The Byrds (1960) Mr. Spaceman
Proprio quest’ultimo gruppo merita una menzione particolare: riscossa una forte notorietà intorno alla seconda metà degli anni Sessanta, vennero considerati la risposta Americana ai Beatles, soprattutto per la particolarità dei loro refrain.
La menzione è doverosa, oltre che per il ruolo comunque importante mantenuto in quel periodo, anche perché proprio sai Byrds vennero fuori in seguito alcuni nomi di grande prestigio; i cinque co-fondatori del gruppo furono: Jim McGuinn (nel 1966 adottò il nome di Roger McGuinn), David Crosby, Gene Clark, Chris Hillman e Michael Clarke. Leggendo questi nomi qualcuno ha forse già intuito chi, in seguito, conquistò una più vasta attenzione.
Il primo è sicuramente David Crosby; come dimenticare infatti i mitici Crosby, Stills, Nash & Young.
Chris Hillman passò ai Manassas, per poi transitare in vari gruppi, più o meno famosi, e ritornare a collaborare con Crosby nel 1998 nella band dei CPR.
giovedì 29 novembre 2012
Revealers
Sono ex agenti segreti, ex agenti del Pentagono, ex militari, tutte persone che asseriscono di essere stati presenti in alcuni dei casi più misteriosi e determinanti della storia ufologica; rivelano particolari a volte così incredibili da far sorgere ragionevoli dubbi sulla loro autenticità, sono i Revealers.
Questo “fenomeno” ha caratterizzato l’ufologia da molto tempo, soprattutto a partire dal 2000, periodo dal quale è iniziata quella che potrebbe definirsi una “ufologia rivelatoria”, con un numero elevato di protagonisti quali il colonnello Philip Corso, Bob Lazar, Michael Wolf, John Lear, solo per citarne alcuni.
Tutto ebbe inizio nell’estate del 1984, quando il medico Paul Bennewitz venne citato dal giornalista Tom Adams in un articolo apparso nella rivista “Stigmata” a proposito del problema della mutilazione di animali.
In quel periodo Bennewitz faceva parte dell’APRO (Aerial Phenomena Research Orgazination), e aveva divulgato una sua intercettazione relativa ad una comunicazione segreta partita dalla base militare di Kirtland; l’intercettazione riguardava il racconto di un militare che parlava di un sotterraneo top secret posto a circa un chilometro dalla riserva indiana di Jicarillas, ad ovest di Dulce, nel Nuovo Messico.
Il sotterraneo faceva parte di una concessione data agli alieni in cambio di tecnologia da usare in ambito militare.
Proprio da questo luogo sarebbero partiti molti dei rapimenti operati in territorio americano, rapimenti che rientravano nell’accordo tra il governo e gli extraterrestri.
Le basi concesse erano tre, una si trovava in un luogo imprecisato nel Texas, le altre due erano Holloman e Kirtland.
Bennewitz rivelò anche che ben sei razze aliene differenti avevano già visitato il nostro pianeta, una delle quali proveniente da Zeta Reticuli.
A riprova di quanto affermato vennero proposte delle foto, rappresentavano esseri umanoidi e nani macrocefali; si trattava di istantanee fin troppo nitide, tanto da destare qualche sospetto; alla richiesta di ulteriori informazioni Bennewitz non convinse, così come non seppe spiegare in che modo fosse riuscito a scattare delle foto così sorprendentemente perfette.
In seguito si scoprì che il Revealer aveva stretto contatti con Richard Doty, noto debunker che aveva già screditato molto noti ufologi americani. L’informazione intercettata da Bennewitz, in realtà, non era del tutto falsa, seguiva il copione di disinformazione messo in atto dai servizi militari, riguardava infatti notizie relative allo scudo stellare in seguito viziate con informazioni fittizie sulle attività aliene.
Sulla scia di Bennewitz si pose John Lear.
Era il 1988 quando Lear diede alle stampe un volume che riportava notizie a dir poco inquietanti; secondo le informazioni in suo possesso, il governo avrebbe ceduto vaste aree geografiche in cambio di tecnologia aliena, dando il proprio nulla osta alle Abduction e alle mutilazioni di bestiame.
Questi due scenari, pur muovendosi in una atmosfera non del tutto limpida, seguono in ogni caso l’idea di una connessione tra militari e Ufo che non era certo del tutto nuova; l’improvvisa chiusura mediatica nei confronti del fenomeno che seguì l’affare Roswell, così come l’insistente bisogno di screditare e minimizzare tutti gli avvistamenti resi noti dopo il caso Arnold, lasciano comunque intravedere una sorta di oscuro e mai ben definito legame ancora oggi non del tutto chiarito.
Anche Bill Cooper segue l’onda dei Revealers, soprattutto quando parla dell’incontro tra il presidente Eisenhower e gli extraterrestri, un incontro al quale seguì la ratifica di un accordo formale.
I temi di questa sorta di “patto” erano bene o male gli stessi trattati da Bennewitz e Lear: gli alieni avrebbero concesso parte della loro tecnologia in cambio di esseri umani da sottoporre a test genetici; si sarebbero costruite delle basi che avrebbero ospitato sia gli alieni che gli esperimenti militari; una di queste basi è la famosa S4, sette miglia a sud dell’Area 51.
In seguito a questo accordo nacque il progetto Redlight (test in volo di apparecchi alieni), al quale seguì un secondo progetto chiamato Snowbird, nato come copertura del primo.
I Revealers che maggiormente colpirono l’opinione pubblica si presentarono lo stesso anno dell’uscita del libro di Lear.
Nell’ottobre del 1988, negli USA, andò in onda un documentario dal titolo volutamente sensazionalistico: “Ufo Cover Up”; proprio durante questa trasmissione intervennero due uomini che si qualificarono come agenti segreti, presentandosi con i nomi di Condor e Falcon.
Le registrazioni delle loro rivelazioni erano già state fatte dall’ufologo William Moore, quindi montate in studio, mentre i due agenti venivano ripresi con i volti oscurati e distorti.
Il clamore suscitato dalle rivelazioni investì gran parte dell’America, grazie anche all’enfasi con la quale vennero presentate e con la cura che venne data al montaggio della trasmissione (effetti speciali, ricostruzioni video).
Condor e Falcon proposero nuovamente i fatti accaduti a Roswell, asserendo che proprio in quella occasioni i militari riuscirono a recuperare un alieno ancora in vita; poco tempo dopo questo fatto sarebbe nato il famoso patto già descritto in precedenza.
Passato lo stupore iniziale, le indagini in merito all’identità dei due agenti ebbero inizio; ad occuparsene furono Robert Hastings del MUFON e Linda Howe.
I risultati lasciarono l’amaro in bocca a molti di coloro che avena dato credito all’intera storia; si trattava in realtà di due agenti dell’USAF, uno di questi era Robert Collins mentre l’altro era, ancora una volta, il sergente Richard Doty, già entrato in scena nel caso Bennewitz.
Questi gli inizi dell’epoca dei Revealers, inizi che certo non sembrano essere uno dei migliori biglietti da visita, ma sui quali è bene annotare una dovuta riflessione, una inquietante domanda: se il fenomeno Ufo è soltanto una bolla di sapone come molti credono o vorrebbero far credere, per quale motivo usare metodi così sottili e particolarmente complessi per screditarlo?
Seguendo il fenomeno dei Rivelatori (questa parte si sofferma soltanto sui suoi inizi), ci accorgiamo che l’oggetto delle loro rivelazioni inizia a diventare sempre più definito, maggiormente riscontrabile, sempre meno improbabile; possibile pensare che l’enorme dispendio di energie volto a screditare il fenomeno abbia a volte sortito l’effetto contrario? Possibile credere che sedicenti Revealers abbiano involontariamente incoraggiato veri Rivelatori?
In un prossimo articolo, parlando di Philip Corso, e non soltanto di lui, scopriremo che esistono notevoli possibilità in tal senso.
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giovedì 25 ottobre 2012
Ufo e segreti di Stato
I livelli governativi standard di sicurezza, in riferimento agli USA, sono essenzialmente tre: Confidential, Secret e Top Secret, ai quali vanno aggiunti eventuali codici che ne restringono maggiormente l’accesso.
Questo è il lato “visibile” del sistema, un aspetto che lascerebbe presupporre la possibilità, ottemperando a determinati obblighi, di avere libero accesso alle informazioni, questo tuttavia non corrisponde alla verità.
La procedura di accesso prevede che la “necessità di sapere” sia ampiamente dimostrata, e questa di certo non è sempre una impresa facile; esiste tuttavia un altro aspetto della questione, un sistema di gestione del segreto noto soltanto per “deduzione” ma del quale non si conoscono interamente tutti i dettagli.
Il riferimento è diretto esplicitamente a quella sorta di “Governo Ombra” che custodisce, protegge e autonomamente gestisce i vari file e documenti riguardanti quelle che vengono definite “Scienze di Confine”, Ufologia compresa.
Si tratta di strutture che agiscono parallelamente a quelle conosciute e che “lavorano” i cosiddetti “programmi sensibili”, informazioni che richiedono misure di segretezza superiori a quelle normalmente adottate; le misure e l’oggetto stesso da mantenere sotto stretto segreto rientrano in quelli che vengono definiti SAP (Special Access Program).
Molti dei SAP vengono mantenuti e concretizzati attraverso finanziamenti dati alle industrie; questi particolari accordi tra industrie ed enti governativi più o meno alla luce del sole vengono definiti “Carve-Out”, ovviamente si tratta di accordi che, per la loro stessa natura, si mantengono fuori dai sistemi di sicurezza e di controllo ufficiali.
Il numero delle persone che hanno accesso al SAP (che può riguardare segreti di diversa natura e non soltanto relativi alla questione Ufo), è volutamente limitato; solitamente chi si occupa di un programma non conosce l’esistenza di altri programmi e non ha alcun rapporto con coloro che vi lavorano.
I livelli di un SAP sono essenzialmente due: un programma di copertura palese, che verrà ufficialmente chiuso a tempo debito, e un sottoprogramma che rappresenta il vero scopo del SAP e che continuerà tranquillamente una volta ufficializzata la fine del primo.
Un esempio di quanto appena detto è l’X-30 della National Aerospaceplane, un progetto inspiegabilmente ritirato al fine di lavorare al vero scopo del SAP che era quello della realizzazione di un velivolo ipersonico (Bill Sweetman US Defense).
Le regole che stanno alla base di un SAP sono estreme, rigorosamente ferree, anche un “no comment” viene considerato come grave violazione della sicurezza; proprio per questo accade facilmente che un generale, un ammiraglio, o comunque un soggetto che apparentemente e in relazione al suo incarico dovrebbe essere a conoscenza di alcuni programmi, in realtà non lo sia affatto; uguale trattamento potrebbe essere riservato anche allo stesso direttore della CIA per il quale non è previsto che necessariamente debba essere inserito nella lista di accesso al SAP:
Una delle tante misure messe in atto a protezione di un SAP è la disinformazione, termine tristemente conosciuto da molti ricercatori e grossa spina nel fianco; si tratta in pratica di divulgare informazioni, sia reali che adattate allo scopo, al fine di confondere e indirizzare le persone verso una visione distorta del problema, rendendo spesso così ridicola l’intera faccenda da trasformala in qualcosa al quale è del tutto impossibile prestare fede.
Le informazioni prodotte da questo processo possono essere utilizzate per gettare discredito su enti, organizzazioni e persone, mantenendo in tal modo il segreto nel modo più semplice e meno impegnativo; per nascondere qualcosa è infatti molto spesso sufficiente porla sotto gli occhi di tutti ma rivestita di un tale alone di incredibili sovrastrutture da renderla del tutto inaccettabile come verità.
Sarebbe quindi del tutto inutile sperare che in qualche ufficio della CIA siano rintracciabili file compromettenti sulla presenza aliena nel nostro pianeta, molto più semplice pensare che tali file siano in realtà mimetizzati tra gli archivi di una anonima azienda americana o di qualunque altro paese vicino agli USA.
Si potrebbe pensare, a questo punto, che l’esclusione delle alte cariche non possa essere operata nei confronti del Presidente degli Stati Uniti, ma sarà veramente così?
Nel 1976 Carter, ancora candidato alla presidenza, promise al popolo americano che avrebbe aperto i file contenenti le informazioni riservate sugli Ufo; vinte le elezioni e probabilmente deciso a mantenere la promessa, chiese un incontro con l’allora capo della CIA George H. W. Bush, incontro che, sorprendentemente, quest’ultimo rifiutò.
La motivazione fu semplice ma allo stesso tempo inappellabile: non soltanto come Presidente ma neanche nel suo ruolo di Comandante in Capo, Carter poteva dimostrare il suo bisogno di sapere.
Forse per ovviare a quanto accaduto, il Presidente al suo consigliere scientifico per chiedere a Robert Frosch, amministratore della NASA, di formare una commissione di indagine sul fenomeno Ufo.
La lettera di Carter alla NASA ( Journal of Scientific Exploration, pp 93-142, 1988 ), non ebbe risposta e soltanto molti mesi dopo venne gentilmente e diplomaticamente declinata!
Il punto di forza del segreto risiede nel fatto che tutte le informazioni contenute negli archivi di un ente preposto alla loro raccolta sono di sua proprietà; ogni ente attua diverse strategie di accesso ai dati e le procedure di autorizzazione non sono per tutti uguali.
Il Consiglio di Sicurezza Nazionale, ad esempio, è proprietario dei documenti conservati nei propri archivi; questo, per una strana coincidenza, per una legge firmata da Truman nel 1947, solo un paio di settimane dopo il famoso incidente.
I proprietari dei documenti, quindi, sono tenuti per legge a tacere sul loro contenuto anche allo stesso Presidente.
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