Visualizzazione post con etichetta alien.invasion. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta alien.invasion. Mostra tutti i post

venerdì 11 ottobre 2019

UFO: dall'osservazione meccanica al fattore umano

Cosa ci induce a pensare che tutti gli Ufo avvistati siano velivoli di natura extraterrestre dotati di equipaggio? Avrebbe molto più senso monitorare il nostro pianeta attraverso delle semplici sonde, attuando una fase preparatoria e di analisi dei rischi che, in seguito, agevolerebbe l’arrivo di velivoli con relativo pilota. Per quanto l’ipotesi possa apparire fantastica, noi faremmo di certo la stessa cosa e nulla ci porta ad escludere che, almeno in molti dei casi analizzati, gli Ufo protagonisti di molti avvistamenti, siano in realtà delle sonde o dei droni. Qualora i risultati ottenuti durante la fase di osservazione fornissero un margine sufficiente di interesse e di sicurezza, non sarebbe poi così difficile sostituire alle macchine unità senzienti, veri e propri equipaggi che iniziano a prendere familiarità con l’oggetto principale del loro interesse, in questo caso il nostro pianeta. Questi presupposti implicherebbero lo studio dei mezzi di trasporto e di comunicazione usati dagli abitanti del pianeta, oltre al progetto di una loro possibile replica, se non addirittura una loro fattibile evoluzione. Gli Ufo si sono mai prodigati in tal senso? Proviamo a ricercare nella letteratura ufologica. La casistica sembra abbastanza vasta; treni, navi, aerei, e le stesse automobili, sono state da sempre “osservate” e “studiate” dai nostri misteriosi visitatori, sono state inseguite e sorvolate, prese di mira, e non soltanto in tempi recenti. Le prime testimonianze di esseri dalla vaga forma umana (probabilmente gli equipaggi in sostituzione dei droni), risalgono già al lontano 1897; fu proprio in quel periodo che Ufo posati al suolo, con figure umanoidi che si aggiravano intorno al velivolo, furono segnalati negli USA; avvistamenti simili avvennero in seguito in Australia (1951) e pochi anni dopo in Germania, per poi diventare quasi un motivo costante in molti altri paesi. Un caso abbastanza particolare risale al 1954 ed ha come protagonista un veterinario francese, il dottor Henri Robert. Trovandosi a percorrere la nazionale 314, vide improvvisamente apparire in cielo quattro velivoli brillanti di forma circolare intenti a compiere evoluzioni l’uno sull’altro, a circa trecento metri di altezza. Fece appena in tempo a concentrare meglio lo sguardo quando, improvvisamente, uno dei tre dischi iniziò a scendere a zig zag fin quasi a sfiorare il suolo, dirigendosi proprio contro l’auto del dottore. Mancavano appena cinquanta metri alla collisione quando l’auto, misteriosamente, si fermò da sola, i fari si spensero e cessò ogni tipo di attività elettrica; l’uomo rimase come paralizzato ma riuscì comunque a seguire le manovre di un piccolo essere che sembrava armeggiare nervosamente intorno all’oggetto ancora luccicante. Passarono pochi minuti, la luce del misterioso velivolo iniziò sempre più ad affievolirsi, fino a sparire del tutto; quando i fari dell’auto si riaccesero il testimone riuscì a vedere l’Ufo che, silenziosamente, si allontanava prendendo rapidamente quota. Anche se i nostri misteriosi visitatori sembrano particolarmente interessati alle nostre auto e ai nostri aerei, in alcuni casi non hanno disdegnato di “osservare” anche uno dei nostri più diffusi sistemi di trasporto: il treno. Novembre 1955: un treno si muove a circa centocinquanta chilometri da Las Vegas, tra i passeggeri a bordo anche il noto astronomo Frank Halstead, per ben quindici anni direttore dell’osservatorio Darling a Duluth (Minnesotha), al quale dobbiamo questa testimonianza. Il treno avanzava parallelamente a una catena di montagne, quando, sporgendosi dal finestrino, sia Halstead, che numerosi altri testimoni, osservarono un misterioso velivolo che andava nello stesso senso del convoglio ferroviario. L’oggetto si trovava proprio sopra le montagne, aveva la forma di un grande sigaro allungato ed era lungo circa duecentocinquanta metri, dato che venne desunto prendendo come paragone gli alberi sulla montagna.
Lo strano velivolo, improvvisamente, sembrò quasi “accordarsi” con la velocità del treno e dopo circa cinque minuti venne raggiunto da un altro oggetto, questa volta di forma discoidale e molto più brillante, di circa trenta metri di diametro. Quest’ultimo era piatto e presentava quella che sembrava essere una sorta di cupola posta proprio alla sommità. Entrambi proseguirono alla stessa velocità del treno per circa tre minuti, quindi si alzarono improvvisamente e sparirono in una manciata di secondi. La stessa sorte è toccata alla Landovery Castle, una nave che la sera del 30 giugno 1947 costeggiava le coste del Kenia; a bordo si trovavano dodici persone tra le quali il capitano, e tutte insieme osservavano con stupore un enorme oggetto scuro in fase di avvicinamento. Dalle notizie trascritte sul giornale di bordo, apprendiamo che il misterioso velivolo rimase sospeso a circa trenta metri sopra il mare. Improvvisamente l’oggetto accese un faro, era di un bianco accecante, e proprio sfruttando il suo riflesso gli uomini a bordo riuscirono a distinguere qualcosa di molto simile ad un enorme dirigibile, lungo almeno il doppio della nave, ovvero circa trecento metri. Sembrava composto da un materiale che rifletteva la luce rinviata dal mare; l’oggetto avanzò verso la nave per qualche minuto, quindi spense il faro e si alzò in volo senza produrre alcun rumore, sparendo nella notte. Questo atteggiamento di “studio” e osservazione rimane costante nel tempo, ed è facilmente riscontrabile in quasi tutta la casistica ufologica ad oggi registrata. Spesso accade che gli Ufo lascino tracce della loro presenza, un esempio è quanto accaduto nel 1964 nello stato della Georgia. Il 29 giugno del 1964, B. E. Parham si trovava alla guida della sua auto lungo la strada numero 59 quando uno strano compagno di viaggio iniziò a seguirlo; questo strano incontro durò per ben tre chilometri. L’oggetto in questione somigliava ad una sorta di “tetto rovesciato” con una pendenza di circa due metri di lunghezza, spinto da vistose fiamme e con lo stesso movimento di una enorme trottola. L’Ufo sembrava costantemente seguire il veicolo, si alzava, si spostava velocemente, si poneva al suo fianco per poi rialzarsi improvvisamente; in pochi secondi scese sull’auto provocando un calore soffocante e un forte odore di acido formico. Non appena l’oggetto sfiorò il tetto dell’auto il motore si spense, e l’Ufo virò bruscamente alzandosi a velocità incredibile. Giunto all’aeroporto di Spartanburg (Carolina del sud), Parham fece esaminare l’auto, e sul tettuccio, vistosamente rovinato, venne trovato un prodotto vischioso che non si riuscì mai a classificare. Coincidenze?!

sabato 10 marzo 2012

Gli Ufo di Henry Miller


“Tropico del Cancro”, “Tropico del Capricorno”, “Paradiso Perduto”, “Nexus”…sono soltanto alcuni dei titoli più famosi di quello che è considerato uno dei più grandi scrittori americani del Ventesimo secolo: Henry Miller.
Forse stupirà il fatto che questo nome venga citato in un sito che si occupa prevalentemente di Ufologia e Scienze di Frontiera, ma è abbastanza recente la notizia che Miller non fosse poi così lontano da quella che viene comunemente definita la “questione extraterrestre”.
Pur essendo meglio conosciuto per la sua imponente opera letteraria, Miller era anche particolarmente interessato a tutta una serie di argomenti alquanto “insospettabili”, basti citare le profezie di Nostradamus, il misticismo indiano e gli UFO.
Il suo interesse per Nostradamus è documentato e appare in alcuni dei suoi libri, oltre che nella sua corrispondenza epistolare; inoltre, nel 1953, Miller fece visita a Max de Fontbrune, un noto esperto francese particolarmente legato alla figura di Nostradamus.
On una biografia dello scrittore americano curata da Mary V. Dearborn (The Happiest Man Alive), è invece contenuta la rivelazione del suo interesse per gli Ufo - Una biografia di Henry Miller, che "Miller era anche un credente appassionato negli UFO, tanto da promuovere per un certo periodo il libro “Flying Saucers Are Real” di Donald Keyhoe.
Ne “I libri della mia vita”, del 1951, Miller cita esplicitamente Keyhoe proprio nella prefazione, parlandone come uno degli autori, insieme a Nostradamus, che sono riusciti a soffermarsi nel futuro.
In una lettera indirizzata al poeta francese Joseph Delteil, datata 4 febbraio 1954, Miller non soltanto consiglia la lettura del libro di Keyhoe ma anche quella delle opere firmate da George Adamski, del quale si dice convinto in merito ai suoi incontri con esseri provenienti dallo spazio.
Il fatto più interessante riguarda però la sua testimonianza in merito ad un avvistamento Ufo avvenuto nel Big Sur, una regiuone della costa centrale della California, luogo nel quale visse subito dopo il suo ritorno dall’Europa, e che mirabilmente descrisse nel suo “Big Sur e le arance di Hieronymus Bosch” edito nel 1954.
Nella seconda parte del libro si racconta di quanto avvenne ad Anderson Creek, ovvero dell’improvvisa apparizione nel cielo di un oggetto simile a un dirigibile, o meglio ancora (come testualmente descritto) ad un paralume rovesciato. L’oggetto si avvicinava alla costa per poi allontanarsi rapidamente; a questo avvistamento ne seguirono altri due nel giro di poche ore. Quello che però risulta essere l’avvenimento più interessante ha per protagonista lo stesso Henry Miller il quale, insieme al suo amico Walker Winslow, osservò quelle che sembravano sue stelle gemelle che ruotavano vorticosamente intorno ad un perno invisibile. L’avvistamento durò per circa venti minuti, quindi la luce divenne sempre più abbagliante fino a dissolversi improvvisamente.
Dopo quell’evento Miller condusse alcune indagini e descrisse in seguito numerosi avvistamenti avvenuti nella zona, svolgendo quasi il lavoro di un moderno ufologo, anche se non fornì le date esatte ma soltanto un lasso di tempo che va dal 1947 al 1953; in seguito lo stesso Miller affermò che il suo avvistamento era stato registrato dalle autorità militari.
Fonte e credit immagine: www.openminds.tv

giovedì 8 marzo 2012

Abduction: il file Roper



La popolazione americana è molto vasta, circa 350 milioni di persone in uno degli ultimi censimenti ufficiali; un coacervo di razze, culture, strati economici e convinzioni religiose.
Da un punto di vista commerciale si tratta di un mercato immensamente variegato e non sempre facile da esplorare, non sempre le grandi aziende hanno la forza necessaria per testare i gusti e le abitudini degli acquirenti finali per meglio organizzare una campagna di fidelizzazione.
Quando questa difficoltà diventa un ostacolo quasi insormontabile quasi tutti si rivolgono all’Organizzazione Roper, con sede a New York City; i dati demografici in loro possesso, infatti, vanno ben oltre le selezioni casuali realizzate in base all'età e al sesso. I campioni selezionati dalla Roper contengono le percentuali precise di ogni etnia, appartenenza politica e livello di istruzione, tanto da essere sempre in prima linea quando si tratta di organizzare e mettere in atto un censimento.
Da un campione relativamente piccolo, l'Organizzazione Roper è in grado di determinare le preferenze di centinaia di milioni di americani, inoltre, la loro base dati è in grado di rivelare insospettabili fattori psicologici.
Non è quindi un caso se sono stati proprio i dati immagazzinati dalla Roper quelli usati per portare avanti una ben strana inchiesta, strana almeno per i modelli fino ad allora portati avanti dalla società stessa.
A partire dal 1992, Robert Bigelow, e un anonimo partner finanziario, ha costituito la Bigelow Holding Company, inserendo delle domande “particolari” nelle varie inchieste condotte dal circuito Roper; si trattava in pratica di un vero e proprio sondaggio per cercare di capire quali fossero sia il numero che le caratteristiche psicologiche delle persone vittime di rapimenti alieni.
Dal momento che i rapimenti di maggior successo, ovvero quelli portati a termine, sono caratterizzati da un forte stato di amnesia, era ovvio che Bigelow non poteva chiedere direttamente se il soggetto fosse stato vittima di Abduction; ci si basò quindi sul fatto che gli addotti, prima ancora che i loro ricordi vengano liberati, presentano alcuni momenti di lucidità temporale durante la quale affiorano brevi flash back di momenti che sono portati ad ammettere.
Vennero quindi “mescolate” alcune domande opportunamente studiate con l’ausilio di alcuni terapisti insieme ai soliti quesiti sulla schiuma da barba preferita o sul profumo usato più di frequente, confidando nello studio della reazione emotiva. Si tratta in pratica di un normalissimo test psicologico durante il quale, al fine di far affiorare ricordi non sempre piacevoli, si “distrae” il cervello con domande irrilevanti per poi improvvisamente chiedere qualcosa che, per assimilazione di immagini, richiami l’evento traumatico.
Risposte positive a domande specifiche avrebbero indicato la forte probabilità di trovarsi di fronte ad un caso di Abduction.
I risultati del sondaggio Roper furono sorprendenti e la relazione venne pubblicata e distribuita in modo confidenziale a ogni membro della American Psychiatric Association.
Il campione rappresentativo americano che venne fuori dall’indagine Roper dimostra che circa 6000 adulti (con un errore di campionamento dell’1,4 per cento) è direttamente connesso al fenomeno delle Abduction e che almeno una persona su cinquanta presenta il profilo di un addotto. Questo dato suggerisce che circa 33.000.000 di individui sono stati rapiti in America.
Le statistiche della Roper hanno inoltre dimostrato che circa l'uno per cento degli individui adulti in America potrebbe essere inserito in una categoria definita “influente”, ovvero una categoria decisamente particolare poiché sembra disegnare quasi uno scenario abbastanza inquietante; adulti americani con un’età variabile tra 35 e i 45 anni, con un reddito superiore a quello medio e con incarichi di autorità sia in politica che nell’ambito sociale.
Si tratta quindi di leader, dalla personalità dominante, e questo fa abbastanza riflettere su alcuni aspetti della Abduction, soprattutto in riferimento a quelli che potrebbero essere i reali scopi di questo enigmatico fenomeno.
Queste alcune delle domande contenute nel test:

• Ti ricordi di aver mai visto un fantasma?
• Ti ricordi di aver mai provato la sensazione di lasciare il tuo corpo?
• Ti ricordi di aver visto un UFO?
• Ti ricordi di esserti svegliato come paralizzato da un senso di paura verso una persona strana o una presenza o qualcosa d'altro nella tua stanza?
• Vi ricordate di aver provato la sensazione di volare senza sapere come o perché?
• Ti ricordi di aver visto luci insolite o sfere di luce in una stanza senza riuscire a capirne la causa?
• Ti ricordi di aver visto, nelle sembianze di un bambino o un adulto, una terrificante figura che avrebbe potuto essere un mostro, una strega, un diavolo, o altre immagini legate al concetto di male?
• Vi ricordate di aver avuto la sensazione di aver perso un periodo di tempo durante il quale non riuscite a capire dove siete stati e cosa facevate?
• Ti ricordi di avere avuto sogni vividi sugli UFO?
• Ti ricordi di esserti ritrovato delle cicatrici sul corpo senza saper come sia potuto avvenire?

Queste infine le conclusioni della Commissione Roper: appare chiaro che un numero significativo di persone siano state protagoniste di fatti dei quali non hanno memoria, almeno allo stato cosciente.
Nonostante l’estrema cura nel selezionare soggetti appartenenti alle più diverse classi sociali, etniche e religiose, sembra esistere una preferenza che riguarda individui dalla personalità dominante, con una istruzione superiore e un particolare incarico nel sistema sociale.
Questa osservazione, pur appartenendo ad una casistica che potrebbe essere influenzata dalla casualità, sembra portare a supporre un certo tipo di selezione rispetto alle potenzialità genetiche dei rapiti.
Visto l’alto numero di soggetti considerati “positivi” al test, si dovrebbe supporre che esista una attività molto estesa; se tale l’attività di Abduction fosse condotta da esseri umani contro altri esseri umani ci si aspetterebbe un alto numero di testimoni; in mancanza di questo dato si potrebbe supporre che tali eventi siano il frutto di un modus operandi non-umano, una probabile forma di vita superiore i cui metodi di azione potrebbero sfuggire alla nostra tecnologia e alla nostra opera di prevenzione.
La particolare attenzione prestata a campioni di pelle e organi riproduttivi sembra suggerire un interesse per l'anatomia umana e la riproduzione, anche supponendo che tali esami siano svolti a solo scopo benefico per l’umanità, il metodo di intrusione e tutta la sequenza post traumatica dei soggetti suggerisce che tale ipotesi potrebbe essere, almeno in parte, errata.
Lo stesso sforzo profuso nell’indurre uno stato di amnesia ai soggetti rapiti indica allo stesso modo due possibili soluzioni; si potrebbe infatti pensare che i rapitori provino comprensione per i rapiti e cerchino di limitare al minimo i danni provocati dalla loro azione, ma si potrebbe anche supporre che sia una sorta di tattica per operare in tutta sicurezza. Si potrebbe anche pensare che esista una sorta di considerazione per il nostro benessere, arrivando a supporre che questi misteriosi sequestratori “lavorino” nel tentativo di salvaguardare una specie in via di estinzione; anche in questo caso rimane comunque il dubbio su quali delle due specie si focalizzi il loro interesse.
I sintomi riscontrati sono stati molteplici, molti già abbastanza noti in sede di divulgazione dei lavori di numerosi ricercatori; i rapiti soffrono di un profondo senso di violazione fisica e di isolamento psicologico, dovuto in gran parte dalla paura di ammettere la loro esperienza, oltre che dall’evidente impossibilità di confrontarsi con una società che automaticamente li taccerebbe di follia.
Il Rapporto Roper non ha certo aperto nuovi scenari sui quali muoversi, ma di certo ha contribuito a testimoniare la realtà del fenomeno, elemento di notevole importanza poiché accettare una tale realtà significa in qualche modo tranquillizzare coloro che vorrebbero parlare della loro esperienza.
I dati del rapporto possono essere richiesti direttamente all’Organizzazione Roper, 205 East 42nd Street, New York, NY 10017, mentre le ricerche continuano, ma più che una classica indagine di vecchio stile ufologico, il percorso che dovrebbe portarci a comprendere meglio le Abduction passa inizialmente da una presa di coscienza individuale.
Non possiamo studiare un fenomeno di così immensa portata senza prima non esserci liberati di vecchie convinzioni e di altrettanto vetusti stereotipi; si tratta di un viaggio che inizia dalle profondità della propria coscienza, dall’introspezione personale, da un lungo percorso interno che ci possa permettere di liberarci dall’idea di ciò che vorremmo trovare e predisporci ad accettare ciò che realmente esiste oltre le barriere del limite umano.
Abbiamo passato troppo tempo nel tentativo di capire cosa fossero gli Ufo, trascurandone costantemente gli occupanti; in questo lungo percorso gli alieni portavano avanti un piano ben preciso, la genesi di un processo di interazione che nulla aveva di meccanico ma che era essenzialmente e profondamente personale; interazione non è quindi soltanto uno scambio ravvicinato di pensieri ma una profonda emozione, un tuffo in una realtà che è sempre esistita e che tutti hanno sempre tentato di negare, troppo impauriti nel doversi confrontare con qualcosa che pur appartenendoci, non possiamo gestire e comprendere.
Il problema, forse, non è stabilire chi sono gli alieni, chi sono gli umani, cosa vogliono gli uni dagli altri, il vero problema è capire quanto, in questa nostra umanità, abbiamo di alieno.
In tal senso il file Roper diventa ambiguo e scalfisce appena un enorme macigno che soltanto adesso stiamo pian piano iniziando ad osservare attraverso un tipo di coscienza globale.

Credit immagine: http://digitalseance.wordpress.com

sabato 21 maggio 2011

Gli Ufo preferiscono la Scozia?


Bonnybridge è una piccola cittadina della Scozia, che iniziò a svilupparsi in maniera notevole durante la rivoluzione industriale; oggi può contare su numerose industrie chimiche, importanti distillerie e grossi centri artigianali, ma proprio in questo periodo sembra aver conquistato anche un altro, per quanto strano, primato.
Sembra infatti che a Bonnybridge ci sia qualcosa di speciale, qualcosa che rende il luogo particolarmente interessante per…gli Ufo!
A partire dal 1992, la cittadina è stata oggetto di un numero insolitamente elevato di avvistamenti, tanto di diventare il riferimento principale di quello che viene definito il “Falkirk Triangle”, ovvero una zona delimitata dalle città di Stirling, Fife, e i quartieri esterni di Edimburgo.
Proprio in questo triangolo si registrano numerose testimonianze di avvistamenti, stimati dal governo scozzese nell’ordine delle trecento testimonianze all’anno provenienti da Bonnybridge e dalle zone circostanti.
Il primo avvistamento risale al 1992, quando un abitante della cittadina scozzese, James Walker, riferì di aver osservato un oggetto a forma di stella che stazionava in alto, proprio sopra la sua abitazione.
Altri avvistamenti seguirono nel 1993, e furono così numerosi da costringere le autorità locali ad aprire una inchiesta in merito.
Ma le testimonianze iniziano molti anni prima i fatti appena riportati; di particolare interesse un caso, tra l’altro mai approfondito, che riguarda la strana avventura capitata a Robert Taylor, una guardia forestale del luogo, nel 1979.
Taylor si era recato per un controllo nei pressi di una piantagione; stava per terminare il suo giro di ispezione quando qualcosa di insolito attirò la sua attenzione. Si trattava di un oggetto sferico dal colore grigio metallizzato, con un diametro stimato intorno ai 20 metri, che si librava a circa dodici metri di altezza.
Taylor, superata la prima sensazione di timore, iniziò ad avvicinarsi, ma proprio in quel momento dall’oggetto si staccarono due piccole sfere con delle punte sporgenti, che una volta cadute al suolo iniziarono a rotolare verso di lui.
L’uomo iniziò a correre in preda al panico, riuscendo a guadagnare la strada verso la macchina parcheggiata poco lontano, ma non senza che uno dei due oggetti gli strappasse i pantaloni nel tentativo di trascinarlo verso la sfera dalla quale era fuoriuscito.
Taylor venne medicato per quelle che sembravano delle ustioni, ferite che nessun medico riuscì a spiegare in maniera efficace; l’uomo in seguito rifiutò di rilasciare dichiarazioni.
L’indagine, per quanto accurata, non giunse mai ad una conclusione definitiva, ma gli Ufo continuarono puntualmente a presentarsi, quasi a Bonnybridge ci fosse qualcosa che attira la loro presenza.
La notizia, per quanto possa apparire di relativa importanza, è stata in realtà oggetto di analisi da parte delle autorità nazionali scozzesi, soprattutto per quel che riguarda l’ondata di avvistamenti registratasi tra il 1994 e il 1995.
Il file desecretato, codificato come Defe 24/2017, si riferisce proprio ai fatti di Bonnybridge, e riporta uno scambio di corrispondenza tra William Buchanan del Consiglio Distrettuale del Falkirk, l’area amministrativa nella quale si colloca la cittadina scozzese, e il ministero della Difesa.
Dalla lettura del documento si apprende che Buchanan chiese a gran voce l’apertura di una inchiesta a livello nazionale, riportando a supporto della richiesta, la documentazione di più di seicento casi di avvistamento registrati nella contea.
Il Ministero espresse dubbi sull’intera vicenda e bocciò l’istanza.
Una successiva richiesta formale venne spedita a Tony Blair nel 1997, ma anche questa non registrò risposta positiva; intanto gli Ufo, sembra, continuano a volare su Bonnybridge e ci si chiede quale particolare caratteristica ne richiami la presenza.

Fonte: www.time.com

Nella foto presunto avvistamento a Bonnybridge investigato da Ufodigest.com

giovedì 19 maggio 2011

UFO: ATTACCO ALLA TERRA

La notizia è di pochi giorni fa ma non sembra aver avuto ancora molta eco nei siti di informazione ufologica italiani, in parte ancora occupati a discutere sul presunto alieno proveniente da Zeta Reticuli apparso in un video su You Tube.
In realtà la notizia, per quanto non rivesta una importanza tale da apparire in prima pagina, risulta sicuramente uno spunto per riflettere su cosa si muove dietro le quinte del mondo ufologico internazionale.
Il canale tv del National Geographic ha annunciato un nuovo programma televisivo, che avrà inizio il 22 maggio, nel quale vengono esaminate le varie possibilità di un ipotetico attacco alieno al pianeta Terra.
Lo show è stato presentato come la migliore e più realistica rappresentazione di ciò che potrebbe avvenire qualora le grandi metropoli del mondo fossero oggetto di una azione ostile da parte di forze extraterrestri, ponendo particolare attenzione alla reazione psicologica degli umani di fronte a un simile evento.
“When Aliens Attack”, questo il titolo del programma, prenderà in esame ogni possibile azione offensiva e, di conseguenza, ogni possibile difesa contro forze a noi del tutto sconosciute; lo scenario sarà completato da un esame su quali potrebbero essere le motivazioni di un eventuale attacco e sulle sue strategie.
Andando oltre la prima domanda, quasi spontanea, ovvero…per quale motivo un eventuale attacco dovrebbe proprio partire da una delle grandi metropoli…rimangono alcune interessanti considerazioni da fare.
Il 2011 è stato ribattezzato da Hollywood come l’anno degli alieni, una immagine che di certo ben si addice alla nuova produzione cinematografica che sta per sbarcare nelle sale; ricordiamo tra i tanti, Super 8 dell’accoppiata Spielberg/Abrams, Area 51, Cowboy e alieni, ma la cosa più interessante da notare e questo interesse quasi morboso rispetto ad un evento che, nel caso si avverasse, sarebbe certamente di dimensioni disastrose.
Ritorna l’immagine dell’alieno cattivo che vuole conquistare il pianeta Terra, mentre si rincorrono a ritmo forsennato le “rivelazioni” da parte di fonti più o meno conosciute e accreditate…sfruttamento commerciale di una paura che, in fondo, realmente esiste tra la gente o sottile manovra per prepararci pian piano a una realtà ormai alle porte?
Forse entrambe le cose insieme?
Tra queste due domande rimane un ampio spazio aperto per il dibattito ma nessuna risposta; forse la consapevolezza che qualcosa più grande di noi si è sempre mossa al nostro fianco inizia a diventare sempre più forte, e come ben sappiamo, più cresce la consapevolezza più il bisogno di ignorarla diventa pressante.

Fonte: http://news.exopoliticsinstitute.org
Link alla presentazione video:
http://channel.nationalgeographic.com/channel/when-aliens-attack-interactive