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lunedì 28 ottobre 2019
Conferenza 2020 Mazzucco/Zanfretta
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venerdì 27 luglio 2012
ABDUCTION: dall'altro lato della barricata
Quando la storia dei coniugi Hill conquistò le pagine dei giornali si aprirono nuove strade per la ricerca ufologica; volendo dare un valore all’importanza di quella testimonianza potremmo paragonarla al clamore suscitato dall’avvistamento di Kenneth Arnod; entrambi i casi, al di là di ogni possibile dibattito che potrebbero accendere, contribuirono a dare voce e immagine al mondo dell’ipotesi extraterrestre.
Così come Arnold, indirettamente, diede il coraggio a numerosi testimoni rimasti da tempo nell’ombra, lo stesso accadde nel caso Hill.
Si scoprì pian piano che non si trattava di un episodio isolato, del classico scoop giornalistico che dura pochi giorni; il numero delle persone che, sotto ipnosi, ricordavano avvenimenti simili a quelli descritti dalla coppia erano molto significativo e aumentava giorno dopo giorno.
Nasceva ufficialmente, almeno per quel che riguardava i mass media e le testate giornalistiche, l’era delle Abduction, con tutti i risvolti, le interpretazioni e le varie scoperte che vennero fatte nei periodi successivi, fino a giungere a quello che oggi risulta essere uno scenario a tratti confuso, popolato da numerose visioni d’insieme, spesso in contrasto e in lotta tra loro.
Non si può certo negare che si tratti di un argomento spesso intimamente legato alla sensibilità dei singoli ricercatori, un vero e proprio filtro attraverso il quale passano aspirazioni, credenze, regole morali e convinzioni spirituali.
Il rischio di spostare notevolmente il punto di osservazione è molto alto, così come quello di dare al termine stesso una valenza generalizzata che probabilmente non possiede.
Quando si iniziò a parlare di rapimenti alieni, ad usare il termine Abduction, i dubbi erano tanti e tutti legittimi; perché d’un tratto ci si interessava così “intimamente” agli esseri umani? Per quale motivo gli alieni, fino ad allora così attenti nelle loro mosse, si esponevano in maniera spesso plateale?
Da un lungo periodo di avvistamenti, la maggior parte dei quali avvenuti in circostanze di massima sicurezza, ovvero in luoghi, momenti e dinamiche che permettevano agli umani di osservare gli Ufo ma non di avvicinarsi a loro, si passava inaspettatamente a quella che si configurava come una vera e propria violazione della privacy.
In verità, spulciando la letteratura ufologica, non è difficile trovare casi di Abduction in tempi non sospetti, ma il riferimento è configurabile in atti puramente fisici, senza alcuna implicazione psichica o di coscienza.
Ci troviamo quindi di fronte ad un fenomeno in piena e costante evoluzione, rispetto al quale ci si domanda quanto di personale sia confluito al suo interno e quanto di “puramente alieno” ancora ci sfugga.
In tal senso il termine stesso, Abduction, sembra voler configurare un atto ben preciso, pianificato, con un modus operandi unico e ripetitivo, ma risulta corretto catalogare al suo interno l’intera casistica dei rapimenti?
A scanso si ogni equivoco, prima di continuare e rispondere a questo interrogativo, sarà bene chiarire che non stiamo parlando di impianti, Milabs, Addotti, e quanto altro ruota intorno alle Abduction; l’idea di fondo risiede proprio nella dinamica e nella possibilità che esistano due differenti scenari.
Partiamo dal presupposto che nessun caso di rapimento può essere riportato come una esperienza tranquilla, senza traumi o del tutto normale; il termine stesso implica una violenza, sia essa fisica che psichica, operata nei confronti di uno o più soggetti, che tende a forzare la loro volontà manipolandola senza alcuna possibilità di difesa.
Detto questo proviamo ad analizzare lo scenario andando oltre l’enorme quantità di testimonianze e studi presenti negli archivi; la quasi totalità della casistica divulgata descrive casi di Abduction che comportano svariate situazioni, tra queste, le più frequenti riguardano prelievi di campioni biologici, innesto di impianti, patologie e disturbi che si presentano in maniera spesso violenta dopo il rapimento.
Passando alle ipotesi più estreme troviamo poi gli scenari relativi a veri e propri stati di possessione durante i quali l’entità aliena si incorpora e tende a sostituire l’essenza vitale del rapito; i vari scenari appena descritti sono accomunati da una unica connotazione: le Abduction riflettono, sono e sono sempre state delle esperienze negative e, di contro, gli alieni che operano in tal senso sono i nostri più mortali nemici.
Possibile affiancare a questo scenario qualcosa di diverso, a prima vista speculare, ma del tutto differente nella sostanza?
Il fatto che le cronache presentino esclusivamente questo tipo di modello non necessariamente significa che si tratti dell’unico scenario esistente, in realtà significa soltanto che è quello più seguito e che riscuote maggior consenso sulla scorta di un rapido conteggio dei lettori e dei visitatori in Rete. I motivi di questo consenso possono essere svariati; tendenza al negativo in un periodo storico che si evolve proprio nella negatività (le ipotesi sul 2012, la crisi economica e di valori, la rivisitazione in chiave negativa e globalizzante delle religioni), la preponderanza in termini di visibilità, la valenza e il peso mediatico degli stessi divulgatori.
In buona sostanza l’enorme presenza delle Abduction che, per meglio intenderci, si possono definire negative, schiaccia e soffoca di fatto le notizie riguardanti lo stesso tipo di fenomeno vissuto in maniera positiva.
Sarebbe quindi auspicabile parlare di Interazioni quando lo scenario proposto, fatto salvo il primo impatto che, naturalmente, risulta essere traumatico e fuori dal comune, si presenta come una esperienza del tutto diversa, ovvero quando esprime un innalzamento del livello di coscienza nato dall’impatto con agenti o elementi esterni che in qualche modo possono rapportarsi all’ipotesi extraterrestre.
Non basta distinguere tra Abduction positive e negative, non basta tentare di separare le due esperienze sulla scorta dei traumi più o meno violenti rimasti nella memoria del soggetto; esiste un terzo campo di indagine nel quale, a volte, il ricordo non necessita neanche di ipnosi regressiva, nel quale il soggetto (superato il primo naturale istinto di paura) si sente quasi liberato dai legami che lo costringevano a questo piano della realtà, ha una visione globale delle cose, si sente esso stesso parte di quanto gli è accaduto vivendolo come un avvenimento del tutto positivo, tranquillo e in qualche modo inconsciamente atteso.
Questo è il campo dell’interazione, forse una nuova frontiera della questione aliena, di certo una logica conseguenza dell’intero scenario che da sempre ci sovrasta e del quale siamo stati e continueremo ad essere parte integrante.
giovedì 8 marzo 2012
Abduction: il file Roper
La popolazione americana è molto vasta, circa 350 milioni di persone in uno degli ultimi censimenti ufficiali; un coacervo di razze, culture, strati economici e convinzioni religiose.
Da un punto di vista commerciale si tratta di un mercato immensamente variegato e non sempre facile da esplorare, non sempre le grandi aziende hanno la forza necessaria per testare i gusti e le abitudini degli acquirenti finali per meglio organizzare una campagna di fidelizzazione.
Quando questa difficoltà diventa un ostacolo quasi insormontabile quasi tutti si rivolgono all’Organizzazione Roper, con sede a New York City; i dati demografici in loro possesso, infatti, vanno ben oltre le selezioni casuali realizzate in base all'età e al sesso. I campioni selezionati dalla Roper contengono le percentuali precise di ogni etnia, appartenenza politica e livello di istruzione, tanto da essere sempre in prima linea quando si tratta di organizzare e mettere in atto un censimento.
Da un campione relativamente piccolo, l'Organizzazione Roper è in grado di determinare le preferenze di centinaia di milioni di americani, inoltre, la loro base dati è in grado di rivelare insospettabili fattori psicologici.
Non è quindi un caso se sono stati proprio i dati immagazzinati dalla Roper quelli usati per portare avanti una ben strana inchiesta, strana almeno per i modelli fino ad allora portati avanti dalla società stessa.
A partire dal 1992, Robert Bigelow, e un anonimo partner finanziario, ha costituito la Bigelow Holding Company, inserendo delle domande “particolari” nelle varie inchieste condotte dal circuito Roper; si trattava in pratica di un vero e proprio sondaggio per cercare di capire quali fossero sia il numero che le caratteristiche psicologiche delle persone vittime di rapimenti alieni.
Dal momento che i rapimenti di maggior successo, ovvero quelli portati a termine, sono caratterizzati da un forte stato di amnesia, era ovvio che Bigelow non poteva chiedere direttamente se il soggetto fosse stato vittima di Abduction; ci si basò quindi sul fatto che gli addotti, prima ancora che i loro ricordi vengano liberati, presentano alcuni momenti di lucidità temporale durante la quale affiorano brevi flash back di momenti che sono portati ad ammettere.
Vennero quindi “mescolate” alcune domande opportunamente studiate con l’ausilio di alcuni terapisti insieme ai soliti quesiti sulla schiuma da barba preferita o sul profumo usato più di frequente, confidando nello studio della reazione emotiva. Si tratta in pratica di un normalissimo test psicologico durante il quale, al fine di far affiorare ricordi non sempre piacevoli, si “distrae” il cervello con domande irrilevanti per poi improvvisamente chiedere qualcosa che, per assimilazione di immagini, richiami l’evento traumatico.
Risposte positive a domande specifiche avrebbero indicato la forte probabilità di trovarsi di fronte ad un caso di Abduction.
I risultati del sondaggio Roper furono sorprendenti e la relazione venne pubblicata e distribuita in modo confidenziale a ogni membro della American Psychiatric Association.
Il campione rappresentativo americano che venne fuori dall’indagine Roper dimostra che circa 6000 adulti (con un errore di campionamento dell’1,4 per cento) è direttamente connesso al fenomeno delle Abduction e che almeno una persona su cinquanta presenta il profilo di un addotto. Questo dato suggerisce che circa 33.000.000 di individui sono stati rapiti in America.
Le statistiche della Roper hanno inoltre dimostrato che circa l'uno per cento degli individui adulti in America potrebbe essere inserito in una categoria definita “influente”, ovvero una categoria decisamente particolare poiché sembra disegnare quasi uno scenario abbastanza inquietante; adulti americani con un’età variabile tra 35 e i 45 anni, con un reddito superiore a quello medio e con incarichi di autorità sia in politica che nell’ambito sociale.
Si tratta quindi di leader, dalla personalità dominante, e questo fa abbastanza riflettere su alcuni aspetti della Abduction, soprattutto in riferimento a quelli che potrebbero essere i reali scopi di questo enigmatico fenomeno.
Queste alcune delle domande contenute nel test:
• Ti ricordi di aver mai visto un fantasma?
• Ti ricordi di aver mai provato la sensazione di lasciare il tuo corpo?
• Ti ricordi di aver visto un UFO?
• Ti ricordi di esserti svegliato come paralizzato da un senso di paura verso una persona strana o una presenza o qualcosa d'altro nella tua stanza?
• Vi ricordate di aver provato la sensazione di volare senza sapere come o perché?
• Ti ricordi di aver visto luci insolite o sfere di luce in una stanza senza riuscire a capirne la causa?
• Ti ricordi di aver visto, nelle sembianze di un bambino o un adulto, una terrificante figura che avrebbe potuto essere un mostro, una strega, un diavolo, o altre immagini legate al concetto di male?
• Vi ricordate di aver avuto la sensazione di aver perso un periodo di tempo durante il quale non riuscite a capire dove siete stati e cosa facevate?
• Ti ricordi di avere avuto sogni vividi sugli UFO?
• Ti ricordi di esserti ritrovato delle cicatrici sul corpo senza saper come sia potuto avvenire?
Queste infine le conclusioni della Commissione Roper: appare chiaro che un numero significativo di persone siano state protagoniste di fatti dei quali non hanno memoria, almeno allo stato cosciente.
Nonostante l’estrema cura nel selezionare soggetti appartenenti alle più diverse classi sociali, etniche e religiose, sembra esistere una preferenza che riguarda individui dalla personalità dominante, con una istruzione superiore e un particolare incarico nel sistema sociale.
Questa osservazione, pur appartenendo ad una casistica che potrebbe essere influenzata dalla casualità, sembra portare a supporre un certo tipo di selezione rispetto alle potenzialità genetiche dei rapiti.
Visto l’alto numero di soggetti considerati “positivi” al test, si dovrebbe supporre che esista una attività molto estesa; se tale l’attività di Abduction fosse condotta da esseri umani contro altri esseri umani ci si aspetterebbe un alto numero di testimoni; in mancanza di questo dato si potrebbe supporre che tali eventi siano il frutto di un modus operandi non-umano, una probabile forma di vita superiore i cui metodi di azione potrebbero sfuggire alla nostra tecnologia e alla nostra opera di prevenzione.
La particolare attenzione prestata a campioni di pelle e organi riproduttivi sembra suggerire un interesse per l'anatomia umana e la riproduzione, anche supponendo che tali esami siano svolti a solo scopo benefico per l’umanità, il metodo di intrusione e tutta la sequenza post traumatica dei soggetti suggerisce che tale ipotesi potrebbe essere, almeno in parte, errata.
Lo stesso sforzo profuso nell’indurre uno stato di amnesia ai soggetti rapiti indica allo stesso modo due possibili soluzioni; si potrebbe infatti pensare che i rapitori provino comprensione per i rapiti e cerchino di limitare al minimo i danni provocati dalla loro azione, ma si potrebbe anche supporre che sia una sorta di tattica per operare in tutta sicurezza. Si potrebbe anche pensare che esista una sorta di considerazione per il nostro benessere, arrivando a supporre che questi misteriosi sequestratori “lavorino” nel tentativo di salvaguardare una specie in via di estinzione; anche in questo caso rimane comunque il dubbio su quali delle due specie si focalizzi il loro interesse.
I sintomi riscontrati sono stati molteplici, molti già abbastanza noti in sede di divulgazione dei lavori di numerosi ricercatori; i rapiti soffrono di un profondo senso di violazione fisica e di isolamento psicologico, dovuto in gran parte dalla paura di ammettere la loro esperienza, oltre che dall’evidente impossibilità di confrontarsi con una società che automaticamente li taccerebbe di follia.
Il Rapporto Roper non ha certo aperto nuovi scenari sui quali muoversi, ma di certo ha contribuito a testimoniare la realtà del fenomeno, elemento di notevole importanza poiché accettare una tale realtà significa in qualche modo tranquillizzare coloro che vorrebbero parlare della loro esperienza.
I dati del rapporto possono essere richiesti direttamente all’Organizzazione Roper, 205 East 42nd Street, New York, NY 10017, mentre le ricerche continuano, ma più che una classica indagine di vecchio stile ufologico, il percorso che dovrebbe portarci a comprendere meglio le Abduction passa inizialmente da una presa di coscienza individuale.
Non possiamo studiare un fenomeno di così immensa portata senza prima non esserci liberati di vecchie convinzioni e di altrettanto vetusti stereotipi; si tratta di un viaggio che inizia dalle profondità della propria coscienza, dall’introspezione personale, da un lungo percorso interno che ci possa permettere di liberarci dall’idea di ciò che vorremmo trovare e predisporci ad accettare ciò che realmente esiste oltre le barriere del limite umano.
Abbiamo passato troppo tempo nel tentativo di capire cosa fossero gli Ufo, trascurandone costantemente gli occupanti; in questo lungo percorso gli alieni portavano avanti un piano ben preciso, la genesi di un processo di interazione che nulla aveva di meccanico ma che era essenzialmente e profondamente personale; interazione non è quindi soltanto uno scambio ravvicinato di pensieri ma una profonda emozione, un tuffo in una realtà che è sempre esistita e che tutti hanno sempre tentato di negare, troppo impauriti nel doversi confrontare con qualcosa che pur appartenendoci, non possiamo gestire e comprendere.
Il problema, forse, non è stabilire chi sono gli alieni, chi sono gli umani, cosa vogliono gli uni dagli altri, il vero problema è capire quanto, in questa nostra umanità, abbiamo di alieno.
In tal senso il file Roper diventa ambiguo e scalfisce appena un enorme macigno che soltanto adesso stiamo pian piano iniziando ad osservare attraverso un tipo di coscienza globale.
Credit immagine: http://digitalseance.wordpress.com
lunedì 22 agosto 2011
E' morto Budd Hopkins, pioniere degli studi sulle Abduction.
Dopo una lunga malattia Budd Hopkins, particolarmente noto nel mondo dell’ufologia per le sue ricerche sui casi di Abduction, è morto in una casa di cura a New York, alle 01:35 del 21 agosto 2011.
Causa del decesso dell’ottantenne ricercatore un cancro al fegato al quale si era aggiunta da poco una polmonite.
Ne ha dato la notizia ufficiale la figlia, dichiarando che il padre è spirato serenamente, circondato dalla miglior assistenza possibile e dall’affetto dei familiari.
Hopkins studiò a lungo e in profondità il fenomeno dei rapimenti UFO, pubblicando sull’argomento tre libri di fondamentale importanza: Missing Time, 1981, Intruders, 1987, e Witnessed, 1996.
Nato nel 1931 e cresciuto a Wheeling, nel West Virginia, nel 1953 si trasferì a New York. Nel 1964, insieme ad altri due testimoni, fu protagonista di un avvistamento diurno, evento che lo portò ad iscriversi al NICAP, gruppo di ricerca Ufo.
Dopo aver esaminato casi di "Missing Time", Hopkins associò queste lacune della memoria con i rapimenti alieni, attirandosi molte polemiche ma riuscendo a dimostrare con la serietà del suo lavoro e la sua estrema pazienza la bontà delle sue scoperte.
Una figura che di certo farà sentire la sua mancanza; a lui il nostro pensiero nel grande mistero della morte e nella consapevolezza che non si muore mai veramente fino a quando anche il ricordo più flebile sopravvive su questa terra.
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