Visualizzazione post con etichetta segreti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta segreti. Mostra tutti i post
giovedì 25 ottobre 2012
Ufo e segreti di Stato
I livelli governativi standard di sicurezza, in riferimento agli USA, sono essenzialmente tre: Confidential, Secret e Top Secret, ai quali vanno aggiunti eventuali codici che ne restringono maggiormente l’accesso.
Questo è il lato “visibile” del sistema, un aspetto che lascerebbe presupporre la possibilità, ottemperando a determinati obblighi, di avere libero accesso alle informazioni, questo tuttavia non corrisponde alla verità.
La procedura di accesso prevede che la “necessità di sapere” sia ampiamente dimostrata, e questa di certo non è sempre una impresa facile; esiste tuttavia un altro aspetto della questione, un sistema di gestione del segreto noto soltanto per “deduzione” ma del quale non si conoscono interamente tutti i dettagli.
Il riferimento è diretto esplicitamente a quella sorta di “Governo Ombra” che custodisce, protegge e autonomamente gestisce i vari file e documenti riguardanti quelle che vengono definite “Scienze di Confine”, Ufologia compresa.
Si tratta di strutture che agiscono parallelamente a quelle conosciute e che “lavorano” i cosiddetti “programmi sensibili”, informazioni che richiedono misure di segretezza superiori a quelle normalmente adottate; le misure e l’oggetto stesso da mantenere sotto stretto segreto rientrano in quelli che vengono definiti SAP (Special Access Program).
Molti dei SAP vengono mantenuti e concretizzati attraverso finanziamenti dati alle industrie; questi particolari accordi tra industrie ed enti governativi più o meno alla luce del sole vengono definiti “Carve-Out”, ovviamente si tratta di accordi che, per la loro stessa natura, si mantengono fuori dai sistemi di sicurezza e di controllo ufficiali.
Il numero delle persone che hanno accesso al SAP (che può riguardare segreti di diversa natura e non soltanto relativi alla questione Ufo), è volutamente limitato; solitamente chi si occupa di un programma non conosce l’esistenza di altri programmi e non ha alcun rapporto con coloro che vi lavorano.
I livelli di un SAP sono essenzialmente due: un programma di copertura palese, che verrà ufficialmente chiuso a tempo debito, e un sottoprogramma che rappresenta il vero scopo del SAP e che continuerà tranquillamente una volta ufficializzata la fine del primo.
Un esempio di quanto appena detto è l’X-30 della National Aerospaceplane, un progetto inspiegabilmente ritirato al fine di lavorare al vero scopo del SAP che era quello della realizzazione di un velivolo ipersonico (Bill Sweetman US Defense).
Le regole che stanno alla base di un SAP sono estreme, rigorosamente ferree, anche un “no comment” viene considerato come grave violazione della sicurezza; proprio per questo accade facilmente che un generale, un ammiraglio, o comunque un soggetto che apparentemente e in relazione al suo incarico dovrebbe essere a conoscenza di alcuni programmi, in realtà non lo sia affatto; uguale trattamento potrebbe essere riservato anche allo stesso direttore della CIA per il quale non è previsto che necessariamente debba essere inserito nella lista di accesso al SAP:
Una delle tante misure messe in atto a protezione di un SAP è la disinformazione, termine tristemente conosciuto da molti ricercatori e grossa spina nel fianco; si tratta in pratica di divulgare informazioni, sia reali che adattate allo scopo, al fine di confondere e indirizzare le persone verso una visione distorta del problema, rendendo spesso così ridicola l’intera faccenda da trasformala in qualcosa al quale è del tutto impossibile prestare fede.
Le informazioni prodotte da questo processo possono essere utilizzate per gettare discredito su enti, organizzazioni e persone, mantenendo in tal modo il segreto nel modo più semplice e meno impegnativo; per nascondere qualcosa è infatti molto spesso sufficiente porla sotto gli occhi di tutti ma rivestita di un tale alone di incredibili sovrastrutture da renderla del tutto inaccettabile come verità.
Sarebbe quindi del tutto inutile sperare che in qualche ufficio della CIA siano rintracciabili file compromettenti sulla presenza aliena nel nostro pianeta, molto più semplice pensare che tali file siano in realtà mimetizzati tra gli archivi di una anonima azienda americana o di qualunque altro paese vicino agli USA.
Si potrebbe pensare, a questo punto, che l’esclusione delle alte cariche non possa essere operata nei confronti del Presidente degli Stati Uniti, ma sarà veramente così?
Nel 1976 Carter, ancora candidato alla presidenza, promise al popolo americano che avrebbe aperto i file contenenti le informazioni riservate sugli Ufo; vinte le elezioni e probabilmente deciso a mantenere la promessa, chiese un incontro con l’allora capo della CIA George H. W. Bush, incontro che, sorprendentemente, quest’ultimo rifiutò.
La motivazione fu semplice ma allo stesso tempo inappellabile: non soltanto come Presidente ma neanche nel suo ruolo di Comandante in Capo, Carter poteva dimostrare il suo bisogno di sapere.
Forse per ovviare a quanto accaduto, il Presidente al suo consigliere scientifico per chiedere a Robert Frosch, amministratore della NASA, di formare una commissione di indagine sul fenomeno Ufo.
La lettera di Carter alla NASA ( Journal of Scientific Exploration, pp 93-142, 1988 ), non ebbe risposta e soltanto molti mesi dopo venne gentilmente e diplomaticamente declinata!
Il punto di forza del segreto risiede nel fatto che tutte le informazioni contenute negli archivi di un ente preposto alla loro raccolta sono di sua proprietà; ogni ente attua diverse strategie di accesso ai dati e le procedure di autorizzazione non sono per tutti uguali.
Il Consiglio di Sicurezza Nazionale, ad esempio, è proprietario dei documenti conservati nei propri archivi; questo, per una strana coincidenza, per una legge firmata da Truman nel 1947, solo un paio di settimane dopo il famoso incidente.
I proprietari dei documenti, quindi, sono tenuti per legge a tacere sul loro contenuto anche allo stesso Presidente.
Etichette:
alien,
alieni,
cover up,
disinformazione,
roswell,
SAP,
segreti,
Truman,
ufo,
ufologia,
ufology,
USA
sabato 20 marzo 2010
Archivio Segreto Vaticano

Il Vaticano apre un nuovo spiraglio agli studiosi, rendendo noti ben 105 documenti contenuti nel suo vasto Archivio Segreto, diciannove dei quali mai resi pubblici.
La raccolta completa delle nuove “rivelazioni” è diventata un libro in edizione speciale si sole 33 copie, al prezzo di quasi 5.000 euro a volume.
Sembra più una operazione commerciale che non un’apertura a supporto della ricerca storica, anche se il numero esiguo di copie prodotte lascia abbastanza perplessi.
Esaminando il contenuto del volume, il dubbio appena espresso assume maggior consistenza; una supplica scritta su corteccia di betulla da una tribù di Indiani del Nord America, una lettera del 1246 scritta dal Gran Khan dei Mongoli Güyük, un documento del 1863 inviato da Jefferson Davis (presidente degli Stati Confederati), a Pio IX, una richiesta di pagamento da parte di Michelangelo relativa ai lavori nella Cappella Sistina.
Tra le vetuste carte, spicca comunque (almeno per quel che riguarda i nostri particolari interessi), una pergamena ingiallita, redatta in nero, che rivela i dettagli delle prove raccolte a sostegno dell’accusa di eresia mossa contro i Cavalieri Templari, e la grazia concessa tempo dopo da Papa Clemente V.
Coloro che non riusciranno ad entrare in possesso del prezioso volume, dovranno accontentarsi di alcuni download gratuiti messi a disposizione dal sito dell’Archivio http://asv.vatican.va/home_it.htm.
Credit foto: franklin hotel Roma
giovedì 18 marzo 2010
Il pane "maledetto"

Nel 1951, gli abitanti di un tranquillo villaggio nel sud della Francia vennero improvvisamente colpiti da sintomi di follia di massa e allucinazioni. Almeno cinque persone rimasero vittime di questa misteriosa epidemia, mentre diverse decine furono gli internati nei manicomi.
Per decenni si ipotizzò che il pane locale fosse stato involontariamente avvelenato con delle sostanze psichedeliche, ma in questi giorni una ricerca, condotta da un giornalista investigativo americano, ha portato alla luce una ben più tragica verità.
Gli episodi di follia collettiva che si verificarono nel villaggio di Pont-Saint-Esprit, furono in realtà il risultato di un esperimento di controllo mentale.
Il cibo locale, nel nostro caso il pane, venne contaminato con un estratto dell’LSD, seguendo un esperimento condotto dalla CIA al culmine della Guerra Fredda.
I risultati furono devastanti; gli abitanti del villaggio correvano terrorizzati per strada, credendo di essere inseguiti da esseri spaventosi o dal fuoco; un uomo tentò di annegarsi per sfuggire a centinaia di serpenti, un altro ancora si lanciò da una finestra credendo di essere un aereo.
I risultati delle indagini, in seguito, spiegarono che un panificatore locale aveva involontariamente contaminato l’impasto con farina di segale cornuta; una successiva teoria parlò di contaminazione con mercurio organico.
HP Albarelli Jr., un giornalista investigativo, ha documentato in una sua ricerca, che si trattò di un esperimento segreto, diretto dalla CIA e dalla Divisione Operazioni Speciali di Fort Detrick, nel Maryland.
Indagando sul suicidio di Frank Olson, un biochimico che lavorava proprio per la Divisione Operazioni Speciale, Albarelli si è imbattuto in alcuni documenti, in particolare su una nota che trascrive la conversazione tra un agente della CIA e un funzionario della Sandoz Farmaceutici.
Nella nota si fa chiaro riferimento al villaggio francese, oltre che identificare l’agente estraneo contenuto nel pane come Dietilamide, una delle più potenti sostanze psichedeliche conosciute.
Si trattò quindi di un “incidente” durante lo svolgimento dell’esperimento, una “disattenzione” che costò parecchie vittime.
I contenuti e gli approfondimenti relativi alle indagini condotte da Albarelli, sono contenute nel suo libro “A Terribile Mistake: the murder of Frank Olson and the CIA’s Secret Cold War Experiments”.
Fonte: unexplainedmysteries.com
Iscriviti a:
Post (Atom)
