martedì 15 marzo 2011

Elenin: la cometa della discordia.

Febbraio 2011: durante il noto show radiofonico condotto da Alex Jones su Infowars (The Alex Jones Show), arriva la chiamata di una misteriosa donna che si qualifica come una ex dipendente della Casa Bianca; le sue rivelazioni sono abbastanza inquietanti, ma il conduttore, una volta chiusa la comunicazione, annuncia uno spot pubblicitario e, riprendendo la trasmissione, non accenna minimamente a quanto accaduto poco prima.
Quali erano le rivelazioni fatte dalla misteriosa ascoltatrice?
Si affermava in pratica che la cometa Elenin, così ribattezzata dal nome del suo scopritore, Leonard Elenin, starebbe per provocare catastrofi apocalittiche sulla Terra; si aggiungeva infine che il 15 marzo ci sarebbe stato un improvviso spostamento dei poli.
Inutile dire che oggi è il 15 marzo e nulla sembra essere avvenuto; nonostante questo l’intera vicenda merita un maggior approfondimento.
L’intera rete si è mobilitata a caccia di notizie su Elenin, quella che doveva essere una pura e semplice ricerca per aver modo di confrontare i fatti è diventata una vera e propria speculazione nella quale, a piene mani, i siti e i blog che vivono di catastrofi più o meno annunciate, hanno abbondantemente attinto.
Bisogna certo ammettere che, di contro, la scienza ufficiale è rimasta quasi del tutto assente in merito al dibattito, e che alcune informazioni provenienti dalla Russia, dall’America e dal Messico, non hanno fatto che incrementare l’alone di mistero sulla vicenda.
Si è ripreso il discorso degli strani movimenti dell’ente americano preposto alla sicurezza nazionale, dei rifugi costruiti in tutta fretta in Messico e di quelli che starebbero per essere costruiti in Russia.
Cerchiamo di capire meglio cosa sta accadendo: in primo luogo il discorso che riguarda la FEMA, al quale avevo accennato in un precedente post, è direttamente riconducibile all’allarme suscitato dalla possibilità (confermata da molti scienziati) di un risveglio dell’antico vulcano che si trova nascosto sotto il parco di Yellowstone, quindi nessun riferimento alla cometa Elenin.
Per quanto riguarda i rifugi messicani e russi: quale utilità potrebbero avere dei rifugi nati per ospitare un determinato numero di persone quando la loro ubicazione viene resa pubblica a tutti? In un momento di pericolo conclamato verrebbero subito presi di mira dalla folla impaurita.
Veniamo adesso a Elenin, la cometa della discordia.
Per adesso, oltre a tutte le teorie catastrofiche esposte in rete, sembra non ci sia molto di concreto da dire; è ancora troppo presto per prevedere con precisione il suo futuro percorso, la sua orbita potrebbe essere instabile e, sicuramente, si porterà dietro una notevole quantità di materiale, una scia attraverso la quale dovrà quasi necessariamente passare il nostro pianeta.
A questo punto è opportuno stabilire quali siano i dati reali e quali quelli in mano ai catastrofisti.
Iniziamo subito con il dire che, inizialmente, i vari siti e blog che hanno diffuso la notizia ignoravano del tutto l’esistenza di Leonard Elenin, insistendo sul fatto che Elenin fosse in realtà l’acronimo di “Extinction Level Event Nibiru Is Near”, cosa che già ci lascia intravedere quale sia la veridicità delle seguenti affermazioni.
Quali sono le notizie certe?
Iniziamo subito con il dire che le comete, una composizione di polvere organica, silicati e ghiaccio, non posseggono un loro intrinseco campo magnetico, l’unico reale pericolo è un loro impatto fisico sulla Terra.
Elenin si trova attualmente tra Giove e Marte e passerà dal nostro pianeta a una distanza paragonabile a circa 100 volte quella che ci separa dalla Luna, ovvero sarà lontana da noi circa 34.000.000 di chilometri.
L’unica cosa che potrebbe alterare questi dati sarebbe l’influenza gravitazionale di alcuni pianeti, quali Urano, Giove, Saturno e Nettuno, ma anche in questo caso il rischio di impatto sarebbe nullo.
Cosa accadrà dunque?
Semplicemente il fatto che Elenin ci passerà vicino come fanno d’altra parte centinaia di comete; sarà comunque visibile a occhio nudo, ma anche questo è in forse poiché dipende da quanto sarà luminosa.
L’unica consapevolezza rimane quella dell’enorme scia di detriti; il passaggio del nostro pianeta dentro la scia avverrà intorno al 6 novembre 2011 o successivamente, ma anche in questo caso le teorie catastrofiche hanno poco da dimostrare.
La Terra non è nuova a questo tipo di esperienze, molto spesso è passata attraverso scie di detriti lasciati dalle comete, eppure nessun dato apocalittico è rintracciabile rispetto a tali avvenimenti.
Forse le vere minacce per il nostro amato pianeta sono molto più occulte, forse non provengono dallo spazio ma sono già qui, forse una buona dose di catastrofismo serve proprio ad esorcizzare il nostro timore di dover prima o poi prendere atto che la vera minaccia, a volte, siamo proprio noi.
Fonti: New Science UfoForum.it
Credit Foto: http://www.amication.de/Bernhards_Comet_Project/c2010x1_20110226.htm


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